ALBA, L'INCIDENTE DURANTE IL RIFACIMENTO DEGLI ARGINI DEL TANARO AVEVANO milioni di anni, forse addirittura cinque, i resti di un mammut che facevano parte dei "tesori del Tanaro" e che sarebbero stati polverizzati da una pala meccanica a Verduno, nell'Albese, una delle zone archeologiche più importanti del Piemonte, durante lavori agli argini del fiume. Il "mastodonte proboscidato" distrutto giaceva tranquillo, sepolto nel terreno sabbioso di un sito archeologico superprotetto, ma non segnalato. E ora per quei lavori maldestri effettuati da un'impresa di costruzioni del Cuneese, ignara di scavare nella storia, è in corso un processo che vede imputati i due titolari della ditta e un pubblico ufficiale, dipendente comunale, che non avrebbe segnalato l'importante area paleontologica agli operai. I tre, secondo il pm Elisa Pazè (che da Asti si è poi spostata a Torino), avrebbero commesso una serie di contravvenzioni perchè «nell'effettuare interventi per il ripristino delle opere di derivazione del canale di Santa Vittoria del fiume Tanaro, senza autorizzazione, ordinavano agli operai di prelevare dall'alveo circa 500 metri cubi di terreno che facevano parte di un sito archeologico posto 300 metri più a valle, polverizzando il fossile di un mastodonte proboscidato ». «In realtà non sappiamo esattamente cosa sia andato distrutto spiega l'avvocato Daniele Zaniolo che assiste gli imputati assieme a Umberto Caldarera - la paleontologa che si occupava dell'area purtroppo è deceduta e stiamo aspettando delle fotografie. Qella zona non era segnalata come protetta». "I tesori del Tanaro", fossili di un mammut e una balenottera, erano stati trovati nel 2010 e ora sono in parte in salvo in un museo di Alba. Ma i lavori di scavo erano stati sospesi per mancanza di fondi. E ormai la ruspa ha distrutto altri pezzi di storia. (s.mart.)