Filippo Delle Piane presidente dei costruttori genovesi di Ance e vicepresidente nazionale della stessa associazione, di fronte ai cantieri bloccati dei grattacieli sul Chiaravagna e con le Torri Faro di Sampierdarena semideserte, non si nasconde dietro a un dito. Presidente, costruttori e amministratori pubblici non hanno saputo leggere la città: pessimi investimenti e pessima pianificazione? "Indubbiamente ci troviamo di fronte ad errori commessi da tutti. Nessuno ha saputo leggere l'immediato futuro. Difficile dire se ci fossero segnali o meno. Di sicuro certi valori immobiliari non erano commisurati a quelle che erano le esigenze del mercato. Forse abbiamo sottovalutato quello che le analisi demografiche ci dicevano. Abbiamo pensato che il modello che ha reso unico il nostro paese, quello del mattone residenziale bene rifugio per eccellenza fosse un modello senza limiti, e invece". Voi e la politica avete sbagliato. "Sì, però ora diciamo: e adesso?" Consumo del suolo, costruire sul costruito. Ecco i temi "Il suolo lo abbiamo utilizzato per fare alcune cose buone e altre non buone. I dati Ispra che dicono che in Italia si consumano 7 metri quadrati di suolo al secondo sono infondati, Ispra straparla. In un paese che è tornato al numero di permessi di costruire del 1938 e che ha complessivamente utilizzato il 7 del proprio territorio è un dato assurdo". Quindi? "Non riusciamo ad avere un approccio sereno e serio a un problema enorme. Da un lato l'allarmismo più assoluto e l'attacco al nemico. Dall'altro una situazione che è radicalmente diversa. Le giovani generazioni nascono in mondo in cui sono disposte a pagare per quello che usano non per avere il possesso di qualcosa. Quindi servono logiche di edilizia residenziale per locazione e non vendita a fronte di un paese che ha prodotti di qualità infima. Dobbiamo trasformare tantissime parti della città. Penso ad un'edilizia degli anni '60 priva di qualità architettonica ed energetica che si dovrebbe demolire per sostituirla con prodotti contemporanei. Invece abbiamo ancora logiche urbanistiche anni 40 o 60. Il nuovo puc è uno strumento già vecchio, che stabilisce il destino di ogni centimetro quadrato della città in un mondo che in cinque anni è già cambiato tantissimo. Io chiedo poche norme, che ci dicano cosa non si può fare e poi ci sia maggior capacità di collaborazione". Belle parole, ma come si fa a fidarsi di imprese che nei decenni hanno cementificato pensando al loro tornaconto e non a quello della comunità? "E infatti dico non fidatevi. Non si deve trattare di un rapporto di fiducia con la pubblica amministrazione. Io presenterò un progetto, ci dovrà essere chi lo giudica con competenza. Oggi purtroppo la bulimia normativa fa sì che non si entri nel merito di quello che si fa ma nel merito del rispetto di migliaia di commi. Ma se stai facendo una sonora porcheria nessuno lo rileverà se i commi sono stati rispettati. Ridurre le norme non significa fare tutto ciò che si vuole. E' fondamentale che la pubblica amministrazione interpretino il loro ruolo con severità ma senza diventare un ostacolo. Le grandi città all'estero si trasformano grazie alla regia pubblica". A proposito lei cosa sogna di vedere trasformato a Genova? "Il quartiere fieristico è una grande opportunità. Ma di fronte a quella che è una grande idea, il Blue Print, riscontro grande confusione sulle procedure per trovare canali di finanziamento. Un altro capitolo che vorrei vedere trasformato è l'Hennebique. Un orrore vuoto nel centro città. Ci vorrebbe il coraggio di cancellare il vincolo e abbattere una struttura che andrebbe ricordata nei musei con un plastico ma azzerata per realizzare qualcosa di nuovo e utile. Più coraggio, ecco cosa serve".
LIGURIA - "Abbiamo sbagliato ma ora la politica sia più coraggiosa"
Il presidente dei costruttori genovesi Ance, Filippo Delle Piane, ha espresso le sue preoccupazioni per lo stato della città di Genova, criticando le politiche urbanistiche e gli investimenti immobiliari. Afferma che i costruttori e gli amministratori pubblici non hanno saputo leggere il futuro e hanno commesso errori, come l'uso del suolo e la costruzione sul costruito. Delle Piane chiede una maggiore serietà e un approccio sereno per affrontare il problema del consumo del suolo e la mancanza di logiche di edilizia residenziale per locazione. Inoltre, critica la politica urbanistica e chiede di ridurre le norme per permettere una maggiore collaborazione tra le parti coinvolte.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo