«IL SISTEMA Torino è di sicuro un sistema che funziona e dà i suoi frutti: da fuori - oltretutto io non sono nemmeno torinese - la collaborazione tra istituzioni pubbliche e private che si è instaurata qui è considerata in modo positivo e il nostro modello preso a esempio: non è scontato raggiungere altrove gli stessi risultati ». Il segretario generale della Fondazione Crt, Massimo Lapucci, ha scelto ieri mattina la presentazione dei restauri dell'Appartamento della Regina alla Palazzina di Stupinigi, finanziati per mezzo milione di euro dagli uffici di via XX Settembre, per difendere un modo di lavorare che, portando le istituzioni pubbliche e private a collaborare, e a unire le forze per obiettivi comuni, soprattutto in ambito culturale, ha contribuito secondo lui al rilancio della città. Un sistema che però viene criticato, proprio in questo periodo elettorale, perché accusato di mettere in campo sempre i soliti noti, escludendo chi non ne fa parte. La voce di Lapucci si aggiunge a quelle di Evelina Christillin, presidente del Museo Egizio e dell'Enit, già alla guida del Teatro Stabile, e di Marco Boglione, fondatore e presidente di BasicNet, già intervenuti su questo tema sulle pagine di Repubblica. Per Christillin «attaccare il Sistema Torino dicendo che non c'è stato nulla, al di là del fatto di appartenere o non appartenere al medesimo, è ingeneroso », mentre, se si guardano i risultati, «c'è stata una tenuta del nostro territorio in un momento di crisi generale». È vero però, ammette l'ex "signora delle Olimpiadi", «che non si vuole dire che tutto è andato bene e che nulla è migliorabile: per me il Sistema Torino è la rete culturale che siamo riusciti a creare. Un qualche cosa che ci invidiano tutti a livello italiano ». Meno positivo è il giudizio di Boglione, che non critica tanto il Sistema Torino, ma l'assenza di un progetto a lungo termine sulla città. «Mi chiedo quale possa essere la descrizione della Torino del 2025, cosa si intenda fare negli anni che ci separano da questa scadenza, che modello di città si vuole costruire, con quali mezzi, quali priorità ha detto a Repubblica. Un sistema deve porsi questo problema, non può pensare di vivere alla giornata e con un orizzonte corto». Ma se per il patron di BasicNet il primo obiettivo di un progetto per la città dovrebbe essere l'economia, e di lì ritiene sia giusto partire, il segretario di Fondazione Crt punta soprattutto sui beni culturali, visti attraverso un ambito che a lui sta particolarmente a cuore, quello della filantropia: «Si parla molto in questo periodo del Sistema Torino, che spesso viene criticato in modo semplicistico: ma facciamo attenzione a non disperdere quanto si è realizzato. Non dobbiamo dimenticare l'ottimo lavoro che si è fatto e si fa per il territorio: è un modello ammirato, quello di una città che negli ultimi anni ha saputo ridisegnare la propria missione, apportando all'attività ordinaria un carattere straordinario e procurando un importante sostegno alla città, anche in momenti difficili».
Lapucci: "Il Sistema Torino funziona e dà i suoi frutti Da fuori ce lo invidiano"
Il segretario generale della Fondazione Crt, Massimo Lapucci, ha difeso il Sistema Torino, un modello di collaborazione tra istituzioni pubbliche e private, che ha contribuito al rilancio della città. Lapucci ha sottolineato che il sistema ha portato risultati positivi, come la tenuta del territorio in un momento di crisi generale. Altre figure, come Evelina Christillin e Marco Boglione, hanno espresso critiche al Sistema Torino, accusandolo di escludere chi non ne fa parte. Christillin ha attaccato il sistema dicendo che non c'è stato nulla, al di là del fatto di appartenere o non appartenere al medesimo. Boglione ha criticato l'assenza di un progetto a lungo termine sulla città.
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