Indicazioni e strumenti pratici per salvaguardare le opere d'arte, i reperti storici, i resti archeologici in caso di catastrofe o rischi naturali. Questo il tema del convegno che si è svolto, la settimana scorsa, per la prima volta in Italia, presso l'Antiquarium di Boscoreale. Titolo del convegno, "Il piano di emergenza per la salvaguardia dei beni culturali", un incontro organizzato dall'Aipors (associazione italiana Professionisti della Sicurezza), con il patrocinio della soprintendenza archeologica di Pompei guidata da Pietro Giovanni Guzzo.Scopo dell'iniziativa, affrontare in dettaglio tutti i contenuti e le linee guida per l'applicazione della circolare 131 sulla messa in sicurezza del patrimonio culturale. Dopo aver illustrato la circolare, si è passati a presentare l'esperienza della Soprintendenza archeologica di Pompei che, nel giro di un anno, si è adeguata alle direttive ministeriali. Prima, attraverso l'allestimento di squadre di emergenza di primo soccorso e di prevenzione e pronto intervento in caso di incendio, poi con la creazione di una adeguata rete di rapporti con le strutture di emergenza sul territorio. A ciascun convegnista Legambiente l'associazione nazionale ambientalista che dal 1997 si è dotata di una struttura operativa di protezione civile è stato distribuito un manuale tecnico per la salvaguardia dei beni culturali dai rischi naturali e un formulario tipo per avviare le procedure di messa in sicurezza dei musei e siti culturali. Indicazioni precise, ma soprattutto pratiche e puntuali che individuano i compiti specifici per ogni profilo professionale impegnato presso la soprintendenza: dall'assegnazione di chi materialmente ha le chiavi, all'individuazione del luogo di ricovero, dall'organizzazione delle squadre di emergenza ai riferimenti telefonici per attivare i servizi di emergenza. In particolare, l'intervento di Legambiente e del soprintendente archeologo di Pompei Pietro Giovanni Guzzo hanno sottolineato l'importanza di puntare alla formazione di professionalità qualificate nel campo della salvaguardia dei beni culturali, annunciando l'organizzazione di un corso specialistico per la formazione di circa quaranta volontari del gruppo di emergenza vesuviano: storici dell'arte e restauratori chiamati ad intervenire in casi di necessità per la salvaguardia delle opere d'arte. Infine, in tema di prevenzione e protezione il direttore amministrativo della soprintendenza archeologica di Pompei Luigi Crimaco ha annunciato l'imminente potenziamento del servizio di telesorveglianza attraverso un diretto collegamento alle forze dell'ordine. 7-07-2005
Professione Turismo - urbanistica- Come mettere in salvo i beni di interesse culturale
Un convegno è stato tenuto presso l'Antiquarium di Boscoreale per affrontare il tema della salvaguardia dei beni culturali in caso di catastrofe o rischi naturali. L'iniziativa è stata organizzata dall'Aipors e ha avuto il patrocinio della soprintendenza archeologica di Pompei. Il convegno ha presentato l'esperienza della Soprintendenza archeologica di Pompei, che si è adeguata alle direttive ministeriali in un anno. La Soprintendenza ha creato squadre di emergenza e una rete di rapporti con le strutture di emergenza.
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