Si cercano nuove testimonianze dell'insediamento greco dell'VIII secolo avanti Cristo: lo sponsor è la fondazione Fritz Thyssen Ischia volge lo sguardo al suo ricchissimo passato. Confidando nell'ipotesi, assai concreta, che possano presto venire alla luce nuove abitazioni e nuovi reperti, testimonianze millenarie di un insediamento greco del 750 avanti Cristo. O - chissà - nuovi crateri, i vasi utilizzati dagli antichi Eubei per mischiare il vino con l'acqua, come quelli già rinvenuti da queste parti, nel cuore dell'isola. Per ora la vera notizia, ufficializzata da Costanza Gialanella, funzionario della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli nel corso dell'inaugurazione del centro culturale multimediale "Navigando verso Aenaria", è che a partire dal prossimo mese di settembre l'area archeologica all'interno di Villa Arbusto, a Lacco Ameno, sarà oggetto di una campagna di scavi grazie all'impegno delle università tedesche di Amburgo e Francoforte (il direttore di scavo sarà il professore Stephan Faust) e soprattutto ai fondi della fondazione Fritz Thyssen, collegata all'istituto archeologico dell'Università di Amburgo e, in particolare, alla cattedra della dottoressa Martina Seifert. L'obiettivo, a due passi dal Museo archeologico di Pithecusae (ancora alla ricerca di un vero e proprio rilancio, dopo le paventate e poi smentite voci di cessione ai privati), è quello di indagare con attenzione una zona nella quale in età tardo geometrica gli antichi greci avevano instaurato un florido insediamento, propaggine dell'insediamento di Mazzola, dove a cavallo tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta l'archeologo Giorgio Buchner portò alla luce strutture legate a officine di un fabbro e di un bronzista, insieme con una testimonianza indiretta della lavorazione dei metalli preziosi, oro e argento in particolare. "Strutture abbandonate verso il 700 a.C. e poi in parte rioccupate verso il 600 a.C. - spiega l'archeologo Francesco Castagna - Del resto, l'area di Mazzola era già abitata in precedenza nella media età del Bronzo, tra il 1500 e il 1400 a.C. circa". Perché prevedere una nuova campagna di scavo? Nel 1997, durante i lavori per la sistemazione di un'area verde dirimpetto al parcheggio del museo di Villa Arbusto, emersero resti di strutture e frammenti di ceramica databili nella seconda metà dell'VIII secolo avanti Cristo: tra questi, frammenti di crateri corinzi decorati con i classici meandri. Ritrovamenti che, di fatto, portarono alla sospensione dell'originario progetto di costruire un centro congressi, in attesa di un momento propizio, soprattutto dal punto di vista economico, per inaugurare una campagna di scavi. "Il progetto, definito d'intesa con la Soprintendenza Archeologica della Campania, merita piena condivisione - sottolinea l'assessore alla cultura del Comune di Lacco Ameno, Cecilia Prota - in quanto l'attività di ricerca, attraverso l'indagine archeologica, darà un ulteriore contributo alla conoscenza e quindi alla valorizzazione del sito. Pensiamo alle possibili ripercussioni turistiche ed economiche a vantaggio della comunità e dell'intero territorio. Finalmente si smuove una situazione impantanata da quasi venti anni. Intanto, abbiamo richiesto al Ministero di lasciare in sede locale le cose rinvenute " per fini espositivi", disponendo il Comune di una sede idonea quale il Museo Archeologico di Pithecusae ed essendo, pertanto, in grado di poter garantire la conservazione e la custodia degli eventuali reperti". Preziosi frammenti della sua millenaria storia che oggi, dunque, Ischia prima colonia greca d'Occidente - potrebbe riportare alla luce. Grazie ai tedeschi e ai fondi della Fritz Thyssen.
ISCHIA-Da settembre nuovi scavi a Villa Arbusto con i fondi dei tedeschi
La fondazione Fritz Thyssen Ischia ha finanziato una campagna di scavi a Lacco Ameno, in Ischia, per indagare su un insediamento greco dell'VIII secolo avanti Cristo. L'area di scavo sarà gestita dalle università di Amburgo e Francoforte e sarà diretta dal professore Stephan Faust. L'obiettivo è quello di scoprire strutture e reperti che potrebbero risalire al 750 a.C. L'area di scavo è stata scelta perché in età tardo geometrica gli antichi greci avevano instaurato un florido insediamento nella zona. I lavori di scavo inizieranno a settembre e potrebbero portare alla scoperta di resti di strutture e di crateri corinzi decorati con meandri.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo