Ma che vuole che le racconti... sono quasi 30 anni che cerco di donare, do-na-re, sostanziose parti della mia collezione all'Italia e, ogni volta, ricevo una porta in faccia. Sono vicende surreali, come quello che sta accadendo a Verona». Il conte Giuseppe Panza di Biumo è seccato. Addolorato, anzi. Siede sul divano di pelle bordeaux del suo appartamento di corso di Porta Romana a Milano dove le pareti sono rivestite da libri e cataloghi, pochi i quadri, e non si capacita che regalare i suoi Lichtenstein, i suoi Oldenburg, i suoi Rothko sia così difficile. Il conte ha iniziato a collezionare nel 1956, pagando 250 mila lire un Tapies. Da allora ha comprato 2.500 opere d'arte contemporanea, in buona parte considerate già capolavori: la sua collezione ha poche rivali al mondo. Le ha tentate tutte, il mecenate: ha preparato sostanziosi pacchi dono per il castello torinese di Rivoli, per Vigevano, per Poggio a Caiano a Prato, per l'Arsenale di Venezia, per Villa Doria Pamphili a Roma, ma nulla. Solo il Fai, il Fondo per l'ambiente italiano, ha accettato la donazione di Villa Menafoglio Litta Panza di Biumo, che custodisce 200 opere e installazioni di arte minimale americana. Cosa sta succedendo a Verona? Ho commissionato a Phil Sims e Lawrence Carroll alcune opere per il Palazzo della Gran Guardia, dove i soffitti sono alti 11 metri. Nel 2000 venne sottoscritto un contratto di comodato gratuito, in pratica un prestito delle mie opere della durata di dieci anni. Il Comune mi chiese di poter utilizzare quegli spazi anche per cerimonie e convegni; io ottenni garanzie che le mie opere non venissero rovinate. Ma la condizione principale era di tenere la collezione aperta al pubblico. Invece? Nel 2001 è arrivata la nuova amministrazione di centrosinistra e il contratto non viene rispettato. L'edificio è sempre chiuso, per vedere le opere bisogna andare in Comune a chiedere la cortesia che qualcuno apra la porta. E vengono spesso organizzate manifestazioni estranee alla collezione, tanto che quattro quadri di Sims sono stati gravemente danneggiati. Che cosa pensa di fare? Con grande dolore sarò costretto a ritirare la collezione, perché è evidente che il Comune non ha alcun interesse a farla diventare patrimonio della città. Ci sono molti documenti che dimostrano l'inadempienza e quindi farò valere presso il giudice arbitrale le mie ragioni per far dichiarare nullo il contratto. Qual è il maggior rimpianto? Ogni giorno transitano a Verona centinaia di turisti tedeschi. Basterebbe un cartello con l'indicazione di questa esposizione permanente per avere un sostanzioso introito per le casse comunali, e sottolineo comunali, non le mie, facendo pagare un biglietto d'ingresso anche di pochi euro. Non riesco a darmi una ragione sensata di questa miopia. Purtroppo si incontrano persone ignoranti che hanno responsabilità di governo, tutto lì. E di fronte all'ignoranza si rimane disarmati. E la donazione per Modena? Siamo in attesa di essere chiamati per perfezionare la donazione di 50 opere per il Palazzo Ducale di Sassuolo dove ci sono imponenti cornici di stucco vuote realizzate nel 1640. Il sovrintendente Filippo Trevisani mi chiese di riempirle e io proposi di far dipingere a sette artisti (Ettore Spalletti, Anne Appleby, Lawrence Carroll, Timothy Litzman, Winston Roeth, David Simpson, Phil Sims) dei quadri delle misure esatte. E cosa è successo? La burocrazia è davvero frustrante: la proposta di donazione è stata esaminata in questi anni da almeno sei enti competenti. Una trafila che scoraggerebbe chiunque. Quali sono le sue condizioni? Che le opere non vengano rimosse, per i prossimi 40 anni, dalle cornici per cui sono state commissionate. E che vengano aperte al pubblico. Niente altro.
AAA. Regalo capolavori d'arte. Ma l'Italia non li vuole. Intervista a Panza di Biumo
Il conte Giuseppe Panza di Biumo, un collezionista di arte contemporanea, ha tentato di donare la sua collezione di 2.500 opere d'arte a diverse città italiane, tra cui Verona, Modena e Sassuolo. Tuttavia, ogni volta, le sue donazioni sono state respinte. A Verona, il conte ha donato opere di Phil Sims e Lawrence Carroll al Palazzo della Gran Guardia, ma il Comune non ha rispettato il contratto di comodato gratuito e le opere sono state chiuse al pubblico. Il conte è disposto a ritirare la collezione e ha iniziato a valere presso il giudice arbitrale le sue ragioni per far dichiarare nullo il contratto.
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