La Regione Siciliana ha manifestato nel tempo un interesse sistematico nei confronti del recupero dei centri storici, documentato da una serie di buone leggi speciali: quella per il recupero dei centri storici di Siracusa e Agrigento; quella per il recupero di Ragusa Ibla, quelle per il recupero del centro storico di Palermo che hanno canalizzato ingenti somme per gli interventi pubblici e privati con buoni risultati.Per tutti gli altri centri storici l'attività urbanistica ed edilizia è stata a lungo regolata dalle disposizioni della legge urbanistica regionale, la numero 71 del 1978 e dalla circolare 32000, redatta con la collaborazione dell'Associazione Nazionale Centri Storico-Artistici. Provvedimento che ha introdotto la variante generale per il recupero dei centri storici al posto del piano particolareggiato, costa 110, ed è stato utilizzato con successo da una cinquantina di comuni. Non ci aspettavamo quindi la presentazione in aula nella primavera del 2015 di un disegno di legge per il recupero dei centri storici, che è sembrato totalmente ignaro di tale normativa e che ha destato molte perplessità. Il testo proposto dalla Commissione legislativa competente, nonostante i suggerimenti di studiosi ed esperti è arrivato in aula per l'approvazione finale il 10 marzo 2015 senza miglioramenti significativi. A questo punto il presidente dell'Assemblea Regionale è stato sommerso da telegrammi, fax, comunicati di protesta che ne chiedevano il ritiro e molto opportunamente ha bloccato l'approvazione del disegno di legge rinviandolo in Commissione. Nessuno poteva immaginare che dopo qualche mese, nella calura estiva, il disegno di legge sarebbe stato riportato in aula e repentinamente approvato il 7 luglio 2015. La cosa ha destato sconcerto e grande preoccupazione da parte di coloro che si sono impegnati nello studio dei centri storici allo scopo di immettere questi fragili e preziosi contesti nella contemporaneità senza alternarne i valori identitari e il ruolo di palinsensti della storia delle comunità. La legge, che propone analisi e procedure molto discutibili e consente interventi di trasformazione radicale e incontrollata del patrimonio edilizio storico si propone di dare slancio all'attività edilizia invogliando i proprietari ad effettuare interventi diretti di ristrutturazione del patrimonio edilizio minore, superando le note "difficoltà di elaborazione ed approvazione dei piani particolareggiati" e consentendo invece interventi diretti sulle singole unità edilizie, con "norme semplificate anche con riferimento alle procedure" senza la predisposizione di alcun quadro urbanistico, nemmeno la variante di piano regolatore per il centro storico, precedentemente citata. Siamo convinti anche che la legge non risulti per nulla efficace rispetto agli obiettivi che si propone di raggiungere, in quanto invoca sempre la necessità del parere della Soprintendenza (allungando i tempi di approvazione dei progetti) salvo che nel caso degli interventi di trasformazione più radicale. La legge propone "la definizione delle tipologie edilizie nei centri storici" in maniera assolutamente semplicistica e arbitraria (articolo 2) senza capire che la definizione dei tipi edilizi fa parte di un processo conoscitivo che deve essere condotto per ogni singolo centro storico, a partire da una analisi storica della formazione e dell'evoluzione dell'insediamento incrociando fonti letterarie, fonti cartografiche, iconografiche e osservazioni sul campo. In realtà l'articolo 2, attraverso la determinazione della "qualificazione" dell'"edilizia di base", che è quella che interessa veramente al legislatore, mira a determinarne lo stato di conservazione, a cui é connessa la modalità di intervento (articolo 4), senza rendersi conto che, come è noto, si può trovare patrimonio edilizio molto degradato, ma di grande valore storico e documentale. Per esempio, un rudere, che sembra un cumulo di pietre insignificanti, potrebbe essere un reperto archeologico di grande valore. Inoltre la locuzione "edilizia di base" chiarisce solo che stiamo parlando di patrimonio residenziale di piccola taglia e non a carattere monumentale, che costituisce il tessuto connettivo della struttura urbana. Ma all'interno di questa grande famiglia si può trovare edilizia di base molto diversificata a seconda dell'ampiezza del centro storico e delle maggiori o minori dinamiche di trasformazione del patrimonio edilizio in rapporto all'economia urbana o a seconda delle regole insediative di ogni centro storico dipendenti dall'area di influenza culturale (musulmana nella Sicilia occidentale e bizantina nella Sicilia orientale) dall'altimetria, dall'ubicazione e dalla dimensione dei lotti edificabili, dalle tradizioni costruttive e dai materiali da costruzione. Inoltre al legislatore interessa dare ai proprietari la possibilità di accorpare più unità edilizie per realizzare alloggi più confortevoli e adeguati alle esigenze dell'abitare contemporaneo, ma questo obiettivo, già raggiungibile con la legislazione pre-vigente, non può essere raggiunto se non si sa nulla sulle modalità di aggregazione delle unità edilizie. In conclusione, poichè questa legge presenta molte acclarate criticità, si propone al Presidente della Commissione legislativa competente di organizzare un tavolo tecnico formato dai deputati della Commissione, dagli ordini professionali interessati, dall' Università, dall'ANCSA, dall'INU e da altre sigle competenti, al fine di modificarne alcuni articoli, avendo come base di partenza i contenuti della circolare 32000. L'autrice è componente del direttivo nazionale dell'Associazione nazionale dei centri storici artistici
la Repubblica
8 Giugno 2016
LA PERICOLOSA LEGGE SUI CENTRI STORICI
TE
Teresa Cannarozzo
la Repubblica
La Regione Siciliana ha sempre mostrato interesse per il recupero dei centri storici, con leggi speciali come quella per Siracusa e Agrigento. Tuttavia, la legge proposta per il recupero dei centri storici del 2015 ha destato preoccupazione, poiché sembra ignorare le normative esistenti e propone interventi di trasformazione radicale senza un quadro urbanistico. La legge propone di definire le tipologie edilizie nei centri storici in modo semplicistico e arbitrario, senza considerare la complessità del processo conoscitivo necessario.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
Eddyburg · 5 Giu 2005
SUD: Turismo d'élite, mezzogiorno e coesione territoriale.
la Repubblica · 7 Giu 2005
SICILIA: Traballa il progetto del turismo d'elite
Eddyburg · 18 Set 2005
LEGGI URBANISTICA E REGIONE SICILIA: Lupi e volpi
la Repubblica · 28 Set 2005
SICILIA: Riforma urbanistica velleitaria
la Repubblica · 7 Mar 2006
SICILIA: II ritorno inutile del piano colore
la Repubblica · 25 Mar 2007
PALERMO - Un riassetto urbanistico per salvare le aree verdi
la Repubblica · 15 Gen 2008
SICILIA - Belice, una ricostruzione fallita
la Repubblica · 8 Lug 2008
SICILIA - un assessore impreparato sulla gestione dei monumenti
la Repubblica · 3 Mar 2009
SICILIA - una piazza giardino nell'area Quaroni
la Repubblica · 28 Mar 2009
Il ruolo della Curia nel recupero del centro storico
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
la Repubblica · 11 Feb 2017
Allarme per Lincei e Crusca. "Ci hanno tagliato i fondi"
La Sicilia · 9 Giu 2014
SICILIA - Il metodo e l'approccio alla storia
La Sicilia · 9 Giu 2014
SICILIA - AGRIGENTO. Valle dei templi. Firmata una convenzione tra Casa Sanfilippo e il dipartimento di Archeologia dell'Università di Padova
La Sicilia · 9 Giu 2014
SICILIA - Attraversando la Valle dei Templi in treno
La Sicilia · 9 Giu 2014
SICILIA - Il "mago di Ercolano": Come salvare i tesori siciliani? Rileggete Camilleri
la Repubblica · 10 Giu 2014
SICILIA - La biglietteria della Palatina e i servizi per i turisti
la Repubblica · 10 Giu 2014
SICILIA UN'ESTATE senza concerti di piazza, grandi manifestazioni ed eventi
La Sicilia · 10 Giu 2014
SICILIA - L'Eccellenza per il Museo Diocesano
La Sicilia · 11 Giu 2014
SICILIA - Incompiute: l'Isola del tesoro da 1,7 miliardi
La Sicilia · 11 Giu 2014
SICILIA - Via gli ecomostri dalla Plaia oggi ruspe al lido Polizia penitenziaria
livesicilia.it · 11 Giu 2014
"Via i privati dai siti siciliani" Ma ora la Regione cerca le aziende
www.livesicilia.it · 13 Giu 2014
PALERMO-"Mazzette" ai Beni culturali. Un'inchiesta e la Regione trema
La Sicilia · 13 Giu 2014
SICILIA - Paolo Orsi, gli addetti alla pulizia rischiano il posto
La Sicilia · 14 Giu 2014
SICILIA - Una spending review distruttiva con situazioni di assoluto degrado
La Sicilia · 14 Giu 2014
SICILIA Le "chicche" della storia urbanistica di Siracusa
La Sicilia · 14 Giu 2014
SICILIA - Litorale Plaia lotta al cemento
www.siracusanews.it · 14 Giu 2014
Siracusa, Soprintendenza: 60 tra funzionari ed ex soprintendenti chiedono il reintegro della Basile
www.resapubblica.it · 14 Giu 2014
Catania, al via i lavori di abbattimento dell'eco-mostro sulla spiaggia della playa
la Repubblica · 15 Giu 2014
Crocetta adotta il piano Renzi "Manager licenziabili mobilità per tutti i regionali"
La Nazione · 15 Giu 2014
Un "casting" per diventare assessore alla cultura: i candidati sono 150