(AGI) - Roma, 7 lug. - Nessun provvedimento e' passato con il sistema del silenzio-assenso, non si e' realizzato nessuno dei paventati effetti sconvolgenti per la tutela del nostro patrimonio culturale e quel meccanismo in pratica non esiste piu'. Questo, in sintesi, il pensiero espresso dal ministro per i Beni Culturali, Rocco Buttiglione, all'inizio della sua audizione in commissione Cultura di Montecitorio. Il titolare del dicastero al Collegio Romano ha cosi' risposto ad alcune osservazioni di parlamentari dell'opposizione sui pericoli di una norma, quella appunto del cosiddetto 'silenzio-assenso' che avrebbe equiparato una mancata pronuncia dell'amministrazione pubblica entro novanta giorni ad un accertamento negativo dell'interesse culturale di un bene, avallando quindi la sua possibile alienazione. L'amministrazione, d'intesa con l'Agenzia del demanio, ha precisato il ministro, "e' sempre riuscita a chiudere nei termini previsti le verifiche richieste, evidenziando cosi' che, pur tra mille difficolta', e' ancora in grado di fare fronte ad evenienze anche straordinarie con dignitosa professionalita' ed efficienza". Cessato il periodo di "prima applicazione" della norma sul silenzio-assenso, Ministero e Agenzia "da ora in poi hanno stabilito che lo strumento cui gli enti interessati potranno affidarsi avverso l'eventuale silenzio del ministero sara' il ricorso al Tar". Quanto al tentativo di reintrodurre il vecchio meccanismo del sistema di silenzio-assenso in sede di conversione del decreto legge sulla competitivita', Buttiglione ha precisato che considera "primo concreto atto" del suo mandato di ministro, il fatto di essere riuscito a condurre in porto l'eliminazione di questi emendamenti dal testo licenziato dalla Camera e divenuto legge dopo l'ulteriore passaggio al Senato.
Beni culturali: Buttiglione, non esiste il silenzio-assenso
Il ministro per i Beni Culturali, Rocco Buttiglione, ha affermato che il sistema del silenzio-assenso non esiste più e che nessun provvedimento è stato passato con questo meccanismo. Ha anche precisato che l'amministrazione pubblica ha sempre riuscito a chiudere le verifiche entro i termini previsti, evidenziando la sua capacità di fare fronte ad eventi straordinari con professionalità e efficienza. Il ministro ha anche stabilito che, a partire da ora, gli enti interessati potranno affidarsi al ricorso al Tar in caso di silenzio del ministero.
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