Annunci che rimangono tali, leggi inapplicate, burocrazia lumaca, ed ecco che la tanto decantata regolamentazione dell'eolico per bloccare l'installazione selvaggia di pale in tutta l'Isola rimane soltanto una promessa. Venerdì scorso è scaduto il termine per la presentazione da parte del dipartimento Energia della mappatura dell'Isola che doveva stabilire in quale aree realizzare ancora impianti eolici. Il termine era fissato dalla norma approvata all'Ars lo scorso anno. L'obiettivo della legge, nemmeno tanto nascosto dal governatore Rosario Crocetta, doveva essere quello di limitare questi impianti circoscrivendo le zone edificabili ai parchi esistenti e poco più. Invece, non solo la mappatura non è stata ancora presentata e formalmente da questa settimana chiunque può presentare nuovi progetti di impianti eolici pretendendo che vengano discussi nelle conferenze di servizio. Ma ripartono le pratiche anche delle 40 domande già giacenti. E c'è di più: si scopre anche che nel frattempo al Regione ha continuano tranquillamente ad autorizzare nuovi impianti perché la mappatura non è stata mai fatta. Il tutto in barba agli annunci fatti dal governatore Rosario Crocetta e dalla sua maggioranza che lo scorso novembre aveva approvato la norma «blocca eolico». L'ultimo decreto che autorizza impianti eolici, in assenza di una programmazione regionale mai varata dai governi Cuffaro in poi, è del 18 marzo scorso e porta la firma del dirigente generale appena andato in pensione Pietro Lo Monaco. Con questo decreto si autorizza la società Aero- tanna «alla costruzione e all'esercizio di un parco eolico costituito da sei pale di 2,4 megawatt di potenza ciascuno nel territorio di Partanna, nel Trapanese, in contrada Magaggiari». La prima domanda per questo impianto era stata presentata nel 2008. Poi il governo Lombardo ha bloccato le conferenze di servizio per l'eolico e tutto rimane fermo fino al 2013, quando la società presenta un progetto più piccolo rispetto a quello iniziale. Fino al via libera dello scorso marzo. E, ancora, l'assessorato tra aprile e maggio scorso ha prolungato di altri sei mesi il termine per la realizzazione di due impianti già autorizzati a Polizzi Generosa e a Racalmuto. La legge regionale che prevedeva l'obbligo «entro 180 giorni» per l'assessorato Energia di presentare la mappatura delle aree dove sarebbe stato possibile realizzare impianti di questo tipo è stata approvata lo scorso novembre. Ma ancora di questa mappatura non c'è traccia e così l'assessorato continua ad autorizzare eolico. La pressione per questo tipo di impianti rimane fortissima. A sollevare il caso all'Ars è stato ieri il Movimento 5stelle: «Niente mappa per le aree non idonee alla realizzazione di impianti eolici, legge disapplicata e rischio caos», attacca il gruppo parlamentare dei 5stelle. «Il termine entro il quale avrebbe dovuto essere allestita la cartografia regionale delle aree off-limits agli impianti di grosse dimensioni era il 27 maggio 2016 continuano i deputati del movimento 5stelle la mappa avrebbe dovuto tracciare le aree vietate alle pale voluminose perché di particolare pregio ambientale, paesaggistico, archeologico o agricolo o a causa di vulnerabilità ambientale, pericolosità o rischio idrogeologico. Adesso, che non opera più questa sospensione circostanza rilevata anche dai giudici del Cga potrebbero essere rilasciate autorizzazioni alla costruzione di grossi impianti in zone che avrebbero potuto o dovuto essere considerate non idonee. E temiamo che dalla mancata regolamentazione possa derivare un possibile rischio per il patrimonio paesaggistico della Sicilia». In realtà la Regione ha comunque continuato ad autorizzare impianti: «Nei prossimi giorni presenteremo il piano di mappatura come previsto dalla norma regionale», dicono dall'assessorato Energia. Ma una cosa è fuori di dubbio: la macchina dell'eolico nell'era Crocetta non si è mai fermata, al di là dei proclami.