Il Tesoro vuole aggiungere alla manovra anti-deficit sgravi Irap per 1,5 miliardi e infrastrutture per 5 Un piano per le grandi opere - Siniscalco lo concorda con Fazio Pranzo in Banckitalia, la Finanziaria sale a 16 miliardi di euro Questo piano straordinario per le infrastrutture che implicitamente sancisce il fallimento dei progetti faraonici disegnati da Berlusconi sulla lavagna di Bruno Vespa - e dunque il colpo a effetto del Dpef che sta per arrivare. Ed e il piatto forte della colazione di lavoro che ha visto protagonisti, ieri, il ministro del Tesoro e il governatore della Banca dItalia. Quasi due ore di colloquio. Fazio ha tracciato il «punto sulla situazione della congiuntura». Siniscalco gli ha spiegato «i punti-cardine del Documento di programmazione economica». Insieme, si sono confrontati sulle misure del «piano di rientro della prossima Legge Finanziaria». Nella foresteria di Via Nazionale, Siniscalco e Fazio hanno gettato le basi per rimettere in piedi quellasse istituzionale che Giulio Tremonti aveva spezzato, e che in momenti di difficolta come questo, e in vista di un tormentatissimo anno elettorale di fine-legislatura, e lunico ancoraggio possibile per un governo che ha perso consensi presso la sua base sociale (da Confindustria e Confcommercio) e vede sgretolarsi la sua base politico-parlamentare (dopo lo strappo al congresso del lUdc e la tregua armata dentro An). Una mossa quasi disperata, per certi aspetti. Ma anche obbligata, forse per entrambi. Il governatore ha parlato per primo, chiedendo indicazioni al ministro, prima di tutto sulla composizione della manovra che sara indicata nel Dpef. E a partire dallimperativo che lui stesso aveva dettato nelle Considerazioni finali del 3 maggio: «Lazione correttiva deve fondarsi su riforme strutturali». Siniscalco ha confermato questa impostazione: «Il mio impegno e esattamente questo. Faremo una manovra tra i 14 e i 16,5 miliardi di euro, coperta grosso modo con 5 miliardi di nuove tasse, 5 di tagli alla spesa e 5 di lotta allevasione. Quanto ai contenuti, 10 miliardi sara laggiustamento che ci chiede la Ue, poi ci saranno allincirca altri 56,5 miliardi, tra Irap (che il primo anno vale solo 1,5 miliardi) e investimenti. Ma non e lentita delle cifre che conta: io sto cercando di mettere tutto il governo di fronte al fatto che non importa se queste cifre siano troppo alte o troppo basse. Quello che conta e che questa Finanziaria sia veramente strutturale...». Musica per le orecchie del governatore. Che pero non ha rinunciato a suonare il suo spartito: «Dove troverete le risorse? Il risanamento degli anni 90 e stato raggiunto grazie allaumento della pressione fiscale, e in questi ultimi anni grazie alle una tantum. E chiaro che cosi non potete andare avanti...». Siniscalco lo sa bene. E ha voluto sgombrare il campo dagli equivoci: «Non faremo misure sullIva, ne ovviamente sulle imposte sui redditi...». Fazio lha interrotto: «E state attenti anche ad agire sulle rendite finanziarie: qualunque intervento in quellarea puo comportare squilibri nellallocazione degli investimenti, che al di la dei possibili danni sui mercati finirebbero per annullare anche leffetto positivo sul gettito». Il ministro ha preso atto. E ha chiarito: «Lei ha ragione, del resto nel governo ci sono molte perplessita. Troveremo altri modi per allargare la base imponibile. Del resto lo abbiamo gia fatto lanno scorso, quando varammo una manovra con 5 miliardi di tasse, senza incidere sulla carne viva della gente». Il governatore e tornato a toccare un tasto che, da sempre, gli e molto caro: «Quello che serve - ha detto - e anche una decisa lotta allevasione». E anche su questo, la sintonia con lospite e stata totale: «Sfonda una porta aperta - ha spiegato linquilino di via XX settembre - gli studi di settore stanno dando ottimi risultati. Landamento eccellente dellautotassazione di giugno viene tutta da li: dalla riforma dellIres, e poi dagli studi di settore. Certo, potremmo fare anche di piu. Ma quello e un sistema su base concertativa: se fissiamo gli studi di settore a un certo livello abbiamo il consenso della categoria, se andiamo oltre gli autonomi non ci stanno, e smettono di applicarli». Ma il tema che stava piu a cuore ai due commensali era soprattutto un altro: il rilancio della crescita, il sostegno agli investimenti e ai redditi. E proprio su questo, forse, e arrivata la novita piu rilevante. Fazio ha esordito snocciolando gli ultimi dati sulla congiuntura: La caduta del Pil sembra essersi fermata - ha chiarito - e non e irrealistico immaginare che nel prossimo trimestre il Prodotto lordo potrebbe registrare una crescita tra lo 0,2 e lo 0,3. Certo e ancora poco.... Poi e tornato sui rilievi che aveva gia mosso allassemblea di Bankitalia: «La crescita italiana resta la piu bassa in Europa. E gli investimenti in opere pubbliche sono rimasti agli stessi livelli di un anno fa. Non ce stato quel rilancio di attivita che tutti si aspettavamo, con la legge-obiettivo e con le gare dappalto...». Siniscalco non ha potuto che condividere. Ma ha calato il suo «asso»: «E vero, ma ho in testa unidea: forse, lavorando sul bilancio, riusciamo a trovare le risorse per un piano straordinario di rilancio delle opere pubbliche...». «il Ponte sullo Stretto?», ha buttato li Fazio. «No - ha risposto il ministro, perche prima che lo vedremo, quel Ponte, saremo gia tutti vecchi. No, io penso a un piano che convogli tutte le risorse disponibili sui cantieri gia esistenti». Al governatore, ovviamente, lidea e piaciuta molto: «Magari ci riuscite... Ma quanti soldi pensa di poter indirizzare a questi investimenti?». Siniscalco si e sbilanciato: «Io spero almeno 5 miliardi di euro». Sono tanti. Forse troppi, per essere veri e per una finanza pubblica squilibrata e «sotto stretta osservazione» come quella italiana. Ma su questo punto il ministro e il governatore hanno tratto una conclusione comune: «Non abbiamo alternative. Non ci resta che tornare al buon vecchio Keynes..». Dunque, domanda pubblica. Per quel poco che si puo. Per ridare una prospettiva alle imprese private. Per alimentare un minimo di fiducia per le famiglie. «A questo proposito - ha aggiunto ancora il padrone di casa di Palazzo Koch, evocando nuovamente le sue considerazioni finali - sarebbero veramente indispensabili politiche fiscali che possano risollevare le condizioni delle famiglie meno agiate... «Di nuovo, Siniscalco ha annuito: «Anchio vorrei farlo. Purtroppo i soldi sono pochi. Mi piacerebbe, per esempio, sgravare gli affitti per le famiglie al di sotto di tiri certo livello di reddito. A seconda della soglia che si fissa, si potrebbe fare una cosa seria e dignitosa con un costo di 7800 milioni di euro. Vedremo. Sentiro le forze della maggioranza e le parti sociali. Se ci riusciamo, possiamo mettere lo sgravio in Finanziaria». Ultimi due capitoli affrontati a fine pasto: privatizzazioni e banche. Sul primo punto, Siniscalco ha ribadito: «Andiamo avanti. A partire dalle Poste, mentre siamo costretti a rallentare sulle Fs: collocare le Ferrovie, con quei livelli tariffari, non si puo ancora...». Sul secondo punto, Fazio ha annunciato: «Ho ricevuto la sua proposta di ordine del giorno, per il prossimo Cicr sulla situazione delle banche e sulle fusioni. Tra un paio di giorni convochero la riunione...». Su questa promessa il pranzo e finito. Mai come in questo momento, tra conti pubblici fuori linea e avvisi di garanzia alla vigilanza di Via Nazionale, il ministro e il governatore hanno bisogno luno dellaltro. Ma due debolezze riusciranno a fare una forza?