Dalle Terme del Corallo di Livorno al Parco del Ventaglio di Firenze. Gli appelli dei sindaci ai cittadini per inviare la richiesta al governo Gli appelli dei sindaci ai cittadini, i comitati spontanei, le campagne online e offline e le pagine Facebook. E' battaglia, a colpi di mail, fino all'ultimo secondo disponibile per l'iniziativa lanciata dal premier Matteo Renzi lo scorso 8 maggio e che terminerà domani martedì 31: recuperare le bellezze dimenticate, cadute in disgrazia oppure che hanno bisogno di un intervento di restauro nell'Italia patria della storia e della cultura. E in Toscana, dalle Terme del Corallo di Livorno al Parco del Ventaglio di Firenze, chiuso per due terzi dal luglio di due anni fa a causa della mancanza di fondi sufficienti a garantirne la manutenzione, è ancora aperta. Il Governo metterà a disposizione 150 milioni di euro per gli interventi necessari e individuati da una commissione ad hoc, con un relativo decreto di stanziamento che sarà emanato il 10 agosto prossimo. Ed è boom di posta elettronica da ogni angolo del Paese, con un ritmo di quasi settemila mail al giorno: e la Toscana recita una parte da protagonista, come evidenziato nella cartina dei luoghi segnalati visibile sul sito governo.it Ci sono l'Abbazia di Badia a Settimo a Scandicci, con la sua pagina Facebook che ogni giorno posta foto e video per tenere alta l'attenzione su questo luogo incantevole. C'è Certaldo, con le tre porte di accesso all'antico borgo fortificato medievale: porta Alberti, rivellino e porta al sole. E' stato lo stesso sindaco Giacomo Cucini a scrivere la mail, invitando poi i cittadini a fare lo stesso: "Si tratta di un'iniziativa in cui si devono fare i conti con beni culturali e pubblico a livello rilevanza nazionale dichiara ma se ogni cittadino e ogni attività certaldese scrivesse una mail, beh, non sarebbero certo dei numeri trascurabili. Quindi, perchè non provarci?". E così anche a Lucca dove si vorrebbe valorizzare l'acquedotto del Nottolini col suo Tempietto di San Concordio. A Poggibonsi sperano di poter completare l'Archeodromo di Poggio Imperiale, ovvero la ricostruzione del villaggio alto-medievale per come emerso dagli scavi storici. A Monteroni d'Arbia invece puntano sui granai della Grancia di Cuna, simbolo di questo luogo legato alla produzione e lavorazione dei cereali con la sua fattoria fortificata medievale. A Leccio (Reggello) scommettono sul Castello di Sammezzano, costruito nel 1605 anche se qualche storico narra del passaggio di Carlo Magno nel 780, di ritorno dal battesimo del figlio a Roma ad opera del Papa. A Piancastagnaio si chiede la ristrutturazione del Palazzo del Marchese Bourbon Del Monte. Ma di luoghi ce ne sono così tanti che non basterebbero mille mail. A Livorno oltre alle Terme del Corallo si punta al recupero anche della Torre di Vada a Rosignano Marittimo. A Borgo a Buggiano si sono mobilitati per il castello di Bellavista. Ancora poche ore e poi scadrà il termine previsto per inviare la mail. A quel punto si riunirà la commissione e prima di ferragosto usciranno i nomi dei luoghi ai quali saranno destinati i 150 milioni di euro stanziati dal Governo. Un' iniziativa che ha fatto rinascere qualche vecchio campalinismo ma ha anche mobilitato un Paese intero. Orgoglioso della sua storia e del patrimonio che a volte, ed è questo il senso del bando, ha bisogno di una spolverata per tornare alla luce.
La battaglia a colpi di mail per le bellezze toscane dimenticate da salvare
Il governo italiano ha lanciato un bando per recuperare e restaurare i luoghi culturali e storici in tutta Italia. L'iniziativa, lanciata dal premier Matteo Renzi, richiede che i cittadini inviano una mail con una descrizione del luogo che vorrebbero vedere restaurato. La Toscana è stata coinvolta nella campagna, con molti comuni che hanno inviato mail per richiedere il restauro di luoghi come le Terme del Corallo di Livorno, il Parco del Ventaglio di Firenze e altri siti storici. Il governo ha stanziato 150 milioni di euro per gli interventi necessari e ha stabilito un termine di 31 luglio per ricevere le richieste.
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