A Roma molto si è fatto e molto si farà, sul fronte della cura dell'immenso patrimonio storico-archeologico cittadino, grazie al mecenatismo dei privati, "in un momento storico sottolinea una nota di Roma Capitale in cui i bilanci delle amministrazioni pubbliche non consentono di farsi completamente carico di manutenzioni e ristrutturazioni degli innumerevoli siti da proteggere". Il punto sul tema è stato fatto a Palazzo Senatorio, in sala della Protomoteca, dal Commissario Straordinario Francesco Paolo Tronca e dal sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce. Il ruolo crescente dei privati nella tutela dei monumenti romani si lega a doppia mandata alle prospettive del Piano di Gestione del sito Unesco, dichiarato patrimonio dell'umanità nel 1980 e ampliato nel '90 fino a comprendere 1.400 ettari, in parte fuori dal centro storico. Il piano, atteso da oltre dieci anni, è stato approvato recentemente con delibera commissariale n. 62 del 29 aprile scorso. Costituisce un atto d'indirizzo, dettando le linee per la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali ad ogni livello. Quattro le direttrici individuate: "conoscenza", "protezione, tutela e conservazione", "valorizzazione" e "promozione". Determinante ormai il contributo delle "elargizioni liberali" di istituzioni e gruppi privati, sia italiani che stranieri. E' grazie al loro che dal 2012 sono stati impegnati 15 milioni di euro in manutenzione e restauri, condotti su monumenti, siti archeologici e fontane sotto il controllo della Sovrintendenza capitolina. Tutti lavori di grande importanza e tutti a costo zero per il Campidoglio. Gli esempi più noti: Fontana di Trevi e Quattro Fontane, con le somme messe a disposizione da casa Fendi; fontana del Babuino (Brioni Moda); fontana del Quirinale (con il denaro del magnare uzbeko Alisher Usmanov); Sala dei Filosofi ai Musei Capitolini (Repubblica dell'Azerbaijan); illuminazione dei Fori Imperiali (Unilever, Acea). Altri interventi sono in via di ultimazione: Sala degli Imperatori ai Musei Capitolini (Enel GreenPower) e la scalinata di Trinità dei Monti (Bulgari). Altri ancora sono stati avviati da poco, come la Sala degli Orazi e Curiazi ai Musei Capitolini (di nuovo Usmanov) o stanno per partire, come lo scavo del primo tratto di via Alessandrina (Repubblica dell'Azerbaijan) e il Mausoleo di Augusto (Fondazione Telecom). In fase di progettazione, infine, un'ulteriore tornata di lavori sulle fontane storiche a carico della maison Fendi: mostra dell'Acqua Paola al Gianicolo, fontana del Mosè, fontana del Ninfeo al Pincio, fontana del Peschiera. Ora, poi, arriva il piatto forte: 238 milioni 500mila euro di interventi da finanziare, tutti "macro-progetti" sull'area archeologica centrale, su Colle Oppio, sull'area archeologica di largo Argentina, sulla Galleria d'Arte Moderna e sul Museo della Città a via dei Cerchi. E ancora nei programmi di Roma Capitale ci sono: 171 milioni 525mila euro di progetti per altri monumenti tra centro e periferie, 10 milioni 411mila euro per restaurare quasi ottanta fontane e 15 milioni 415mila euro per manutenzione e decoro. E loro, i mecenati, cosa ci guadagnano? Intanto il ritorno di immagine, poi gli sgravi fiscali: il credito d'imposta del 65 per le "erogazioni liberali a sostegno della cultura", in base alla legge del 2014 sull'art bonus (e Roma Capitale è ovviamente tra le amministrazioni riconosciute dal Mibact per l'attribuzione dei benefici fiscali). Caso particolare, il fondo Rome heritage della King Baudouin Foundation, destinato alla raccolta di risorse negli Usa: in questo caso le donazioni beneficiano dell'intero sgravio fiscale previsto dalle norme federali statunitensi.
ROMA- Patrimonio monumentale, largo ai mecenati. Cento proposte dal Campidoglio
Il Commissario Straordinario Francesco Paolo Tronca e il sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce hanno sottolineato il ruolo crescente dei privati nella tutela dei monumenti romani. Il Piano di Gestione del sito Unesco, approvato recentemente, costituisce un atto d'indirizzo per la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali. I "macro-progetti" finanziati con 238 milioni 500mila euro saranno svolgiuti sull'area archeologica centrale, su Colle Oppio, sull'area archeologica di largo Argentina, sulla Galleria d'Arte Moderna e sul Museo della Città a via dei Cerchi.
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