Beppo Toffolon Presidente Italia Nostra del Trentino Un nuovo Prg è necessario. Bisogna però puntare a correggere la città. Quegli errori vanno corretti, per quanto possibile, e per correggerli è indispensabile avere un piano regolatore diverso dai precedenti sia nelle scelte insediative, sia negli strumenti. A essere obsoleti sono i piani che, in nome di un malinteso «equilibrio urbanistico», hanno sparpagliato in ogni angolo del territorio sia i servizi, sia le abitazioni. A essere obsolete sono le norme ossessivamente rivolte a conteggiare metri cubi e a specificare funzioni, senza la minima attenzione alla forma del costruito e soprattutto allo spazio pubblico che le costruzioni determinano. Di qui si deve partire. Ma la necessaria riaggregazione dei servizi urbani non può certo essere affidata a progetti occasionali: serve un piano di localizzazione integrato con la rete del trasporto collettivo. Né il miglioramento della forma urbana può essere perseguito con una serie episodica di progetti architettonici affidati alla scelte tipologiche e linguistiche dei loro autori. Poiché non si può fare un enorme progetto architettonico che copra i tremila ettari urbanizzati o urbanizzabili della città, ecco che serve di nuovo un piano. Un piano «morfologico» che regoli la forma urbana. Qui ci si scontra con un secondo problema: le tecniche necessarie per perseguire tale obiettivo non pare siano localmente disponibili. Non in Trentino e neppure in Italia, che io sappia. La tecnica urbanistica più avanzata parla oggi cinese, ma è utile soprattutto per la fondazione di nuove città. Il nostro è un problema diverso, che si potrebbe definire «ortopedico»: la correzione della città esistente. In questo settore, e in particolare per la «terapia» della dispersione urbana, le ricerche più interessanti sono state condotte negli Stati Uniti e offrono oggi una sintesi matura, nota come SmartCode (regole intelligenti), un testo di appena cinquanta pagine, giunto alla nona versione, liberamente scaricabile da Internet. Al 24 congresso del New Urbansim, il mese prossimo a Detroit, ne sarà presenta la versione scalabile (Lean code, cioè regole snelle) adatta anche alle amministrazioni meno attrezzate tecnicamente e politicamente. Se questo è il quadro della situazione, più che un progettista di grattacieli verdi (la cui critica de l'anticittà prodotta da una «moltitudine di edifici solitari» è comunque condivisibile) a Trento servirebbe un urbanista come Andrés Duany. O almeno qualcuno che sappia trarre profitto dalla vasta esperienza accumulata in vent'anni di ricerca applicata nel campo dell'Fbc (form based code), adattandola alle esigenze locali per fornire all'equipe che si occuperà del Prg tecniche e strumenti senza i quali le alternative si riducono a un nuovo piano nato già obsoleto. Oppure, ipotesi forse peggiore, a un'ingenua o demagogica fuga nel verde.
Trento. La fuga nel verde è solo demagogia
Beppo Toffolon, presidente di Italia Nostra del Trentino, sostiene che la città di Trento ha bisogno di un nuovo piano regolatore (Prg) per correggere gli errori del passato. Il piano deve essere diverso dai precedenti e deve considerare la riaggregazione dei servizi urbani e la forma urbana. Toffolon critica i piani attuali che si concentrano su metri cubi e funzioni, senza considerare la forma del costruito e lo spazio pubblico. Egli propone l'uso di tecniche avanzate, come il SmartCode, che è un testo di regole intelligenti per la pianificazione urbana.
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