Napoli. Contraddizioni reali. La sfilata storica di carrozze organizzata domenica in memoria di Carlo III, ha concluso il suo rievocativo percorso in piazza del Plebiscito al cospetto di un immenso parallelepipedo bianco, rovinando la festa a napoletani e turisti che ancora assaporavano le suggestioni dell'antica città borbonica. Ma l'inquietante moloch non è altri che il Palazzo Reale, proprio l'augusta dimora del celebrato monarca di Napoli e Sicilia, oggi impacchettata da un immenso telo bianco che in più punti ha cominciato a lacerarsi. I lavori di riqualificazione, affidati nel 2014, vanno a rilento e i drappi pendono lasciando intravedere la struttura di tubi innocenti che ingabbia la facciata. Il bando emanato dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania prevede nell'ambito degli interventi per la riqualificazione dell'insula compresa tra piazza del Plebiscito e il porto il restauro e la messa in sicurezza delle facciate interne ed esterne dell'edificio realizzato nel Seicento da Domenico Fontana. Lavori che sembrano procedere col contagocce, anche se Mariella Utili, direttore del Polo Museale della Campania, assicura che il progetto è in fase di completamento. «Stiamo già per cominciare lo smontaggio dei ponteggi nel Cortile d'Onore spiega Utili e a breve riapriranno diversi appartamenti storici e ritornerà alla luce, gradualmente, anche la facciata del Palazzo». Resta comunque innegabile una certa lentezza nella realizzazione dell'opera, causata anche da complessità burocratiche. «In genere gli appalti sono assegnati ad imprese che propongono forti ribassi spiega Massimo Clemente, architetto e urbanista del Cnr . Il problema è che quando cominciano i lavori, vengono al pettine le difficoltà esecutive e si rischia la paralisi. La vecchia legge sugli appalti ha poi complicato le procedure e allungato i tempi, senza ridurre la corruzione. Ma ciò che davvero pesa aggiunge Clemente è che da noi manca una cultura della manutenzione costante nel tempo». E quando i lavori si fermano, il degrado riconquista la scena. Come è accaduto su via Cesario Console, nel tratto adiacente al Palazzo, dove la nobile "passeggiata" di carrozze e cavalieri è stata accompagnata da una parata di rifiuti. Sono infatti spariti da tempo gli operai impegnati sulla strada panoramica per il consolidamento della balaustra in marmo. Intanto la barriera a rete di plastica arancione, che dovrebbe impedire l'accesso ai pedoni, è stata quasi completamente divelta e quel che ne resta è adesso ricettacolo di barattoli, cartacce e avanzi di cibo. Di chi è il cantiere? Inoltre proprio da lì centinaia di persone continuano ogni giorno ad affacciarsi senza alcun controllo, sporgendosi da un parapetto che invece dovrebbe essere rigorosamente precluso. E' la Napoli Nobilissima ammirata dalla città pericolante (e sudicia) .