Con la nomina del Comitato scientifico, annunciata ieri, la «nuova» Fondazione Brescia Musei colma una lacuna che si trascinava da troppo tempo e getta una base promettente per il futuro. La scelta dei sei professionisti che daranno avallo (e si spera anche indirizzo) scientifico alle decisioni di via Musei fa sì che vengano fugate due bizzarrie circolate nei giorni scorsi: che si chiedesse ad altre Fondazioni museali di designare, di volta in volta, un proprio rappresentante, oppure che si ricorresse a nomi altisonanti di Musei europei, che avrebbero finito per rilasciare deleghe in bianco. I profili biografici dei sei esperti nominati ieri (tutti opereranno in maniera gratuita) indicano invece che si sono scelti studiosi portatori di competenze specifiche, che vengono da esperienze geograficamente prossime a Brescia, da istituzioni culturali di scala paragonabile alla nostra. Un comitato, insomma, operativo ed esigente. Gabriella Belli ha fatto nascere e lanciato il Mart di Rovereto e oggi dirige la Fondazione Musei Civici di Venezia; Emanuela Daffra è da poco alla guida della Pinacoteca Carrara di Bergamo (reduce da una brillante riapertura) dopo aver lavorato in Soprintendenza; Alberto Garlandini è stato direttore generale alle Culture e identità in Regione Lombardia ed è saldamente inserito nel sistema Icom (International council of museums); Claudio Salsi sta guidando positivamente, da Soprintendente, il sistema museale del Castello sforzesco di Milano; Valerio Terraroli, docente a Verona, è fra i massimi esperti del patrimonio artistico di Brescia; Hugues de Varine è museologo di fama internazionale, già direttore generale di Icom, teorico degli ecomusei e conoscitore della nostra provincia (in particolare del tema-castello) dove è stato più volte coinvolto da Marco Vitale. Un gruppo simile se operativo, e coinvolto in maniera non rituale può dare un grande contributo. Sia chiaro: gli indirizzi strategici restano in capo al Comune, i programmi al Cda, le proposte e le decisioni operative al direttore, ma un Comitato scientifico come questo può stimolare il primo, affiancare utilmente il secondo, far sentire meno solo il terzo. Il primo test sarà la discussione sul riallestimento della Pinacoteca, dove il Comitato è in grado di esprimere pareri «pesanti». Ma da questo Comitato è lecito aspettarsi anche suggestioni e idee per la politica culturale della città e sue infrastrutture. Considerarlo un oracolo che pronuncia verdetti su una mostra o l'altra, significherebbe immiserirne il ruolo.