La Galleria dell'Accademia cerca nuovi spazi per le sue collezioni e l'Accademia delle Belle Arti gli mette a disposizione alcuni locali inutilizzati dagli studenti. Nate insieme nella metà del Settecento per poi essere separate un secolo dopo le due istituzioni che affacciano su via Ricasoli, molto presto, potrebbero tornare a unirsi, così come alle origini. Nei giorni scorsi Cecile Hollberg, direttrice della Galleria, Luciano Modica ed Eugenio Cecioni, rispettivamente presidente e direttore dell'Accademia, si sono incontrati per mettere a punto idee e strumenti utili ad affrontare e risolvere di comune accordo i problemi che attanagliano uno dei musei più visitati del mondo e la prestigiosa scuola che gli è accanto. I tre dirigenti hanno concordato di formare un tavolo di lavoro, a cui parteciperanno anche i rappresentanti del ministero e della Città metropolitana, per studiare la possibilità che la Galleria, attraverso una riorganizzazione logistica e architettonica, possa usufruire di quegli spazi che l'Accademia non utilizza più. Non è escluso che all'interno di quei locali, una volta ristrutturati, possano istallarsi anche il Conservatorio Cherubini e l'Opificio delle Pietre Dure. «L'obiettivo e ambizioso, ma non irraggiungibile dichiarano Hollberg, Modica e Cecioni e la disponibilità reciproca è massima. L'impegno è quello di restituire alla più antica università dell'arte del mondo e al secondo museo italiano, la consonanza di intenti alla base della loro istituzione».