Lo scorso weekend Bolzano ha ospitato un meeting internazionale di writer provenienti da tutta Europa. Il muro delle Acciaierie di via Lancia si è così trasformato in un puzzle di murales, accompagnati da musica e contest di break dance e musica. Mi pare un'ottima iniziativa, in grado anche di smentire una certa idea piuttosto diffusa secondo cui questa non sarebbe arte. Certo, esistono pure gli scarabocchi, o quelli che si armano di bombolette solo per deturpare una facciata di un palazzo. Qui, però, mi pare che oltre a parlare di arte (e basta vedere tutto lo studio e il lavoro che c'è dietro dipinti del genere per capirlo) stiamo parlando di valorizzazione, nella fattispecie di una zona che conosce ben poco i colori e la vivacità. La riqualificazione di certi quartieri parte spesso anche da tali piccole azioni: Amburgo e Amsterdam ne sono una dimostrazione perfetta. Per una volta Bolzano sembra guardare veramente all'Europa: non lasciamoci sfuggire l'occasione. Mauro Giuliani, BOLZANO Caro Giuliani, non so se si tratti sempre e comunque di arte. Di certo è una bella forma di creatività. Non a caso ormai sono sempre più le città che ricorrono ai writer e ai loro murales per ridare un'anima a zone degradate e grigie. Va dunque va molto bene l'iniziativa bolzanina che ha ormai alle spalle qualche anno di esperienza. Anche in futuro, immaginando che l'iniziativa continui, sarà importante individuare i punti giusti della città su cui intervenire. Dopo di che non sarebbe male se i writer più noti e riconosciuti come tali facessero anche delle azioni educative (spiegando, ad esempio, che non tutti i palazzi e non tutti i muri sono luoghi adatti per usare le bombolette spray) verso quanti, magari pensando di imitarli, altro non fanno che imbrattare la città con scarabocchi e stupidaggini di ogni genere, senza dimenticare anche il profilo economico, dato che poi bisogna provvedere a ripulire. Essi danneggiano così anche l'immagine dei veri writer e della loro volontà di ricerca artistica.