L'assessore Tiboni: «Via alla rigenerazione della città. Non temiamo i ricorsi al Tar» Un ultimo passaggio formale in Regione e poi da metà giugno in città entreranno in vigore le nuove norme del Pgt, che ha dimezzato il consumo di suolo. Sul cemento cancellato anzitempo l'assessore è chiaro: «Siamo nel giusto». Il nuovo Piano di Governo del Territorio del comune di Brescia, che dimezza il consumo di suolo (si passa da 1,22 milioni a 640 mila metri quadrati di aree edificabili) tra quindici giorni verrà pubblicato sul Burl, diventato effettivo a tutti gli effetti. Mancava un ultimo importante atto formale, arrivato ieri con una determinazione dirigenziale della Loggia, che ha recepito le modifiche di tutti gli elaborati inviati nei mesi precedenti in Regione, rispedendoli al mittente in formato digitale, per permettere l'inserimento nel sistema informativo territoriale integrato (Sit). «A valle dell'approvazione del Pgt in consiglio comunale arrivato il 9 febbraio spiega l'assessore all'Urbanistica Michela Tiboni ora l'ufficio di piano ha apportato le modifiche definitive alle tavole e agli elaborati di testo e cartografici. La Regione nei prossimi 1520 giorni farà un'ultima verifica formale, non di merito. Un passaggio molto importante, perché questi file definitivi vanno ad arricchire il sistema informativo di Regione Lombardia». Da metà giugno entreranno quindi in vigore le norme del nuovo Pgt (ora è vigore ancora quello Paroli-Vilardi). Da metà giugno si saprà anche se ci saranno privati cittadini e aziende che intendono ricorrere alla giustizia amministrativa contro le nuove regole urbanistiche. La legge regionale 31 del 2014 è in linea con le coordinate seguite dalla Loggia (ovvero un drastico consumo di suolo) ma vero è che prevede una deroga di 30 mesi (ovvero fino al giugno 2017) per quei progetti edificatori già approvati precedentemente alla legge. Tiboni però non teme ricorsi al Tar: «Non so dire se qualcuno farà dei ricorsi, questo lo vedremo nel momento in cui il Pgt sarà pubblicato sul Burl. Noi riteniamo che la deroga dei 30 mesi non sia condivisibile, visto che va contro gli stessi principi della legge regionale che prevede la drastica riduzione di nuovo cemento, in linea con la nostra idea di rigenerazione delle aree dismesse. Vedremo come e se si esprimerà il Tar al riguardo. Va però precisata una cosa importante: se gli eventuali ricorrenti si vedranno riconoscere la possibilità di realizzare gli interventi progettati, questi dovranno poi essere finanziati e realizzati con convenzioni da stipulare entro un anno». Dal canto suo l'assessore regionale all'Urbanistica Viviana Beccalossi riconosce che la riduzione di consumo di suolo prevista dal Pgt «è un fatto positivo e in linea con le coordinate della legge regionale 31» che lei voluto fortemente, insieme a quella recente per la tutela delle zone a rischio idrogeologico. «Non nascondo però aggiunge di aver chiesto al Comune di motivare in modo puntuale i criteri con i quali si era arrivati alla diminuzione delle aree edificabili già approvate in precedenza». Ma il dato politico è che le istituzioni stanno andando in direzione contraria alla bulimia cementizia dei decenni passati. Quella che ha portato ad avere 55mila abitazioni invendute in provincia, di cui 5mila solo in città. Anni in cui il consumo di suolo in provincia viaggiava ai ritmi record di 3 ettari al giorno.