All'interno di un ristorante sulla collina. Si allarga lo scandalo dei Por ANCORA cemento abusivo a trasfigurare la meraviglia. Cinque giorni dopo, ancora sigilli a Castel del Monte. Ieri i carabinieri del Noe, su ordine del sostituto procuratore del tribunale di Trani Antonio Savasta, hanno sequestrato una struttura di 80 metri quadri all'interno del ristorante "Taverna Sforza", uno dei più famosi locali che si trovano sulla collina dominata dal castello di Federico IL Secondo quanto accertato dagliinquirenti,iproprie-tari del ristorante avevano chiesto le autorizzazioni edilizie per l'ordinaria e la straordinaria manutenzione della struttura ma non avevano i permessi in regola per la realizzazione di un nuovo manufatto. In particolare mancava la valutazione d'impatto ambientale e il parere dell'Ente parco, obbligatorio dall' istituzione dell'area protetta dell'Alta Murgia. Il sequestro arriva cinque giorni dopo quello dell'"Ostello di Federico", un altro ristorante che stava realizzando lavori senza aver chiesto i permessi al Parco. Il fenomeno sarebbe assai diffuso. Per questo motivo gli inquirenti stanno passando al setaccio tutte autorizzazioni ricevute dai proprietari di ville o ristoranti che si trovano sulla collina di Castel del Monte. Il sospetto è che molti, quasi tutti, non siano in regola con le rigide norme imposte a tutela della zona dopo la nascita del Parco dell'Alta Murgia. Pur essendo il parco ancora "di carta" come da tempo lamentano le associazioni ambientaliste, le regole delle aree naturali protette sono in vigore già da un anno. Per realizzare una qualsiasi nuova struttura, dunque, c'è bisogno della valutazione d'impatto ambientale e del parere dell'Ente parco che mancherebbe in quasi tutte le situazioni. Per questo, dopo il primo sequestro, c'è stata una corsa dei proprietari delle strutture sulla collina di Castel del Monte considerata dall'Unesco, al pari del maniero, patrimonio dell'umanità - a richiedere i lasciapassare al Parco e a chiarire tutte le pendenze burocratiche. Quello del cemento non è l'unico assalto che ha vissuto e continua a subire Castel del Monte. Contemporaneamente a questo filone d'inchiesta, il pm Savasta sta valutando i finanziamenti concessi dalla Regione tramite i Por ai proprietari di fondi sulla Murgia negli ultimi anni. Nelle scorse settimane sono state acquisite carte negli uffici regionali: gli inquirenti mantengono il massimo riserbo ma, da una prima analisi dell'incartamento, starebbe emergendo che nella maggior parte dei casi non venivano richieste le necessarie autorizzazioni ambientali e paesaggistiche per la concessione degli stanziamenti. Non si tratterebbe di dimenticanze. I Por, nella maggior parte dei casi, venivano concessi per aiutare l'attività agricola. Attività che inevitabilmente va a stravolgere la morfologia del territorio. E dunque è vietata. Una sentenza della Cassazione ha infatti sancito il divieto a qualsiasi attività - nelle aree naturali protette- che vada a cambiare lo stato preesistente del territorio. Più di venti persone sono indagate: sono i proprietari dei fondi che dal 2001 al 2004 hanno usufruito dei Por. Secondo il pm Antonio Savasta, per ottenere i fondi europei avrebbero spacciato per coltivabili zone da sempre aride. Lo dimostrerebbe il fatto che una volta abbozzate le piantagioni, intascati i finanziamenti, i campi sono stati abbandonati creando così ingenti danni all'assetto idrogeologico della zona. Il caso più clamoroso, proprio sulla collina di Castel del Monte: due persone, dopo aver intascato i finanziamenti europei, avevano distrutto 15mila metri quadrati di bosco a pochi metri dal castello per realizzare un ciliegeto. Non lo potevano fare. Eper questo, sullabase di una legge sulla tutela del paesaggio applicata per la prima volta in Italia, sono stati arrestati. La truffa non sarebbe l'unico aspetto del malaffare. Come spiegano alcune perizie geologiche già agli atti della Procura di Trani, sulla Murgia sarebbe in corso un processo di desertificazione dovuto proprio al massiccio spietramento (pratica diffusa da molti anni) che nel tempo ha provocato gravi danni all'ecosistema. Gli agenti atmosferici non trovano più ostacoli: a rischio così sono le falde sotterranee. E in caso di alluvioni in pericolo sono anche i centri abitati della Murgia.
L'assalto a Castel del Monte sequestrato un altro edificio
I carabinieri del Noe hanno sequestrato una struttura di 80 metri quadri all'interno del ristorante "Taverna Sforza" a Castel del Monte, in seguito a una indagine sulla mancanza di autorizzazioni edilizie per la realizzazione di un nuovo manufatto. La struttura era stata realizzata senza la valutazione d'impatto ambientale e il parere dell'Ente parco, obbligatorio per la zona protetta dell'Alta Murgia. Il fenomeno è diffuso, con molti proprietari di ville e ristoranti sulla collina che non hanno richiesto le autorizzazioni necessarie.
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