La memoria condivisa di una collettività cittadina passa anche attraverso gesti simbolici che lasciano tracce e costringono a riflettere. Per questa ragione la toponomastica, ovvero il sistema di intitolazione delle strade, è vitale. Viale Bruno Buozzi, eroe della Resistenza, sostituì significativamente il viale dei Martiri Fascisti. E così al posto di via dell'Impero abbiamo ora viale dei Fori Imperiali. Tutto questo per dire quanto sia importante per una città avere un nome di riferimento per una via, una piazza. Ci rivolgiamo, con questo spirito, al futuro sindaco di Roma perché dedichi due strade ad altrettanti straordinari protagonisti della tutela dei nostri beni culturali, due nomi che appartengono anche alla lunga storia del Corriere della Sera: Antonio Cederna e Alberto Ronchey. Tre vie dedicate a Cederna esistono già a Villetta Barrea, a Cecina e a Monza. Ma non a Roma. A Ronchey nessuno ha ancora dedicato una strada. Eppure Cederna e Ronchey, per diverse ragioni e in differenti momenti storici, hanno segnato profondamente la vicenda del nostro Patrimonio culturale e paesaggistico. Cederna, è quasi inutile ricordarlo, è l'uomo che forse più di tutti si è battuto per la tutela del Parco dell'Appia Antica, di cui fu nominato presidente. Sempre a lui si deve la battaglia contro la chiusura del museo Torlonia alla Lungara, con la sottrazione della più grande collezione privata di marmi greci e romani esistenti al mondo. Cederna è stato per anni, con Italia Nostra di Roma, un preziosissimo interlocutore di tutti i dibattiti legati alle vicende culturali della città, la sua fu una passione civile sottratta a qualsiasi sospetto di retorica. In quanto a Ronchey, il suo passaggio al ministero per i Beni culturali aprì coraggiosamente la strada a una concezione contemporanea di difesa del Patrimonio: era (giustamente) convintissimo che la più rigorosa tutela potesse efficacemente affiancarsi a una fruizione vasta e profonda dei nostri beni. Senza il suo attivismo e il suo senso pratico, la ferita degli Uffizi causata dalle bombe mafiose del 1993 non sarebbe stata sanata con tanta rapidità, e lo stesso può dirsi per il nostro san Giorgio al Velabro. La Roma contemporanea si arricchirebbe di un gran valore aggiunto di memoria se potesse contare, tra le sue strade, quelle dedicate a due grandi personalità del secondo Novecento, così legate alla migliore e più alta storia contemporanea di questa disastrata Capitale. Una scelta altamente civile, soprattutto significativa per le nuove generazioni.
Cederna, Ronchey e le scelte di Roma
Il testo discute l'importanza della toponomastica nella definizione dell'identità di una città. Il testo propone la dedizione di due strade ad Antonio Cederna e Alberto Ronchey, due personalità che hanno contribuito significativamente alla tutela del patrimonio culturale e paesaggistico di Roma. Cederna è stato un pioniere nella tutela del Parco dell'Appia Antica e ha lottato per la conservazione del museo Torlonia. Ronchey, invece, ha aperto la strada a una concezione contemporanea di difesa del patrimonio e ha contribuito alla riparazione dei danni causati alle opere d'arte durante la guerra.
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Bene culturale
Luogo