Nella selezione degli operatori tecnici il 60 per cento viene da Siracusa, il 38 per cento da Palermo e Agrigento Bufera sul concorso da mille posti bandito cinque anni fa dall'assessorato regionale ai Beni culturali. Centomila le domande presentate, solo 132 i posti assegnati (ma in molti hanno già presentato ricorso) e una graduatoria per gli operatori tecnici nella quale il 60 per cento dei disoccupati ai primi posti è della provincia di Siracusa, la città dell'ex assessore ai Beni culturali Fabio Granata. Il Consiglio comunale di Modica proprio su questo eccesso «sospetto» di siracusani ha approvato una mozione e scritto una lettera con richiesta di chiarimenti al presidente della Regione Cuffaro. La Cgil accusa: «L'esame delle domande viene effettuato solo da 15 impiegati». «QUANDO questo concorso finirà, probabilmente, il telefono che sto utilizzando sarà diventato antico, avrà valore storico, dunque diventerà materia del mio stesso lavoro». Si affida al sarcasmo uno dei partecipanti al concorso bandito cinque anni fa dall'assessorato regionale ai Beni culturali. Su mille posti da ricoprire, ne sono stati assegnati appena 132 e su questi stessi pendono decine di ricorsi. L'ultima grana è scoppiata due giorni fa quando il consiglio comunale di Modica ha approvato una mozione-esposto, spedita immediatamente dopo al presidente della Regione Salvatore Cuffaro, maunarichiestadichia-rimenti è stata inviata anche all'assessore al Lavoro Francesco Scoma, che chiede di fermare la parte del concorso dedicata alla copertura di 260 posti da operatore tecnico. «Su centomila donienti da tutta la Sicilia afferma il consigliere Giovanni Rosa sono stati selezionati, nella misura del 98 per cento, lavoratori della provincia di Siracusa [città del da poco ex assessore regionale ai Beni culturali Fabio Granata) della provincia di Agrigento, cara al presidente Cuffaro, e di Palermo. Com'è possibile che gli uffici di collocamento delle altre province non abbiano trovato disoccupati adeguati al ruolo richiesto?». Un ruolo per il quale, tra l'altro, è necessaria una preparazione non particolarmente specialistica. Per effetto di un parere del Consiglio di giustizia amministrativa, la Regione nel 2001 fu obbligata a reperire gli aventi diritto scorrendo le liste dei disoccupati. Centomila le domande pervenute fra coloro che avevano i titoli richiesti e coloro che potevano ugualmente concorrere con titoli equivalenti. Ma nel febbraio scorso la Commissione regionale per l'impiego ha modificato con una delibera i titoli richiesti, sebbene le graduatorie provvisorie fossero già state formulate, beffando quindi decine di migliaia di disoccupati. Ma è il risultato di questa scrematura che insospettisce gli autori dell'esposto. Su 566 disoccupati distribuiti nelle otto graduatorie (ciascuna è riferita a un profilo diverso), risulta che 342, cioè oltre il 60 per cento, risiedono nella sola provincia di Siracusa, e il 98 per cento tra Siracusa, Palermo e Agrigento. Per il profilo di operatore tecnico distributore, su 48 selezionati, 44 sono della provincia di Siracusa, per quello di operatore tecnico per il restauro di materiale librario, su 17 selezionati, sette sono di Palermo e cinque di Siracusa. Per l'operatore di manufatti ceramici e vitrei, su 76 prescelti, 36 sono di Siracusa, 11 di Agrigento e sette di Palermo. Numeri simili per gli operatori di restauri murali: 107 selezionati, 63 di Siracusa, 14 di Palermo e altrettanti di Agrigento. «È chiaro che qualcosa non quadradice Teodoro La Monica, segretario regionale della Cgil Funzione pubblica a meno che non si scopra davvero che Siracusa abbonda di operatori tecnici per i Beni culturali mentre in molte altre province non ce n'è nemmeno l'ombra. Mi sembra molto improbabile per questo è necessario fare chiarezza. La verità è che questo concorso, infinito e ancora aperto, rende prigionieri migliaia di disoccupati ai quali i politici offriranno aiuto chiedendo qualcosa in cambio alle prossime elezioni regionali, naturalmente». Di sicuro, dal concorso per mille posti, sono state elaborate le graduatorie definitive solo per i direttori tecnici: 70 archeologi, un chimico, due fisici, 17 geologi, tre paleografi, 39 storici dell'arte. Ma non sarà facile ricoprire nemmeno questi posti perché gli interessati avevano aderito al bando aspirando a un posto da dirigente solo che in corso d'opera, con l'entrata in vigore della legge sul pubblico impiego, a ciascuno dei vincitori del concorso è stato riservato di fatto il ruolo di basso funzionario. Ancora più inestricabile la selezione degli assistenti tecnici. Su 83 posti disponibili per addetto al laboratorio di informatica sono state presentate 54.741 domande, su 120 posti per aiuto bibliotecario e documentarista i candidati sono 123.108. E 107.193 sono gli aspiranti assistenti archeologi, architetti, etnonaturalisti, storici dell'arte su 100 posti messi in concorso. I geometri e i disegnatori sono 31.747 su 50 posti e 10.394 sono i restauratori su97 posti. In base ai rilievi della Cgil funzione pubblica, non più del dieci per cento delle domande sarebbe stato esaminato, e al lavoro sarebbero costantemente non oltre quindici dipendenti dell'assessorato ai Beni culturali. E questo nonostante le difficoltà di analisi e le «molteplici variabili riscontrate, sul piano valutativo dei titoli pos-seduti dai partecipanti», che la stessa Regione ha riscontrato spulciando le documentazioni.
La beffa del maxi concorso - Mille posti ai Beni culturali, sospetti sulle graduatorie
Il Consiglio comunale di Modica ha approvato una mozione esposto che chiede chiarimenti al presidente della Regione Salvatore Cuffaro riguardo al concorso bandito cinque anni fa per gli operatori tecnici. Il concorso, che prevedeva 132 posti, ha ricevuto centomila domande, ma solo 132 posti sono stati assegnati. La Cgil accusa che il 60% dei disoccupati selezionati proviene dalla provincia di Siracusa, dove è stato l'ex assessore ai Beni culturali Fabio Granata. La Regione ha modificato i titoli richiesti per il concorso, ma le graduatorie provvisorie sono già state formulate.
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