Franceschini: lavoriamo al recupero. Brugnaro: la vera inclusione crea posti di lavoro VENEZIA. La politica è sbarcata ieri alla Biennale di Venezia indossando l'abito engagé adatto a un'edizione equa e solidale. In attesa dell'arrivo dal Sol Levante di Renzi (sarà questa mattina all'apertura ufficiale), ieri sono stati in visita politici di ogni tendenza e sensibilità, dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini (Pd) al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro (lista civica alternativa al Pd), al presidente della Regione Luca Zaia (Lega), al sottosegretario Enrico Zanetti (Scelta civica), a Beppe Grillo (5 Stelle). «Il XXI secolo sarà quello delle periferie ha detto il ministro . Nel XX secolo abbiamo recuperato i centri storici vincendo la battaglia; ora dobbiamo preoccuparci del riuso delle periferie». Primo passo: poiché molti edifici di edilizia pubblica costruiti alla fine della guerra stanno per diventare vincolabili, il ministro vorrebbe avviare una riflessione sul loro recupero in maniera non vincolistica: «Dobbiamo intervenire e fare in modo che la gente abbia piacere ad andare dal centro in periferia». Di riflessione non vuole sentire parlare, ma di intervenire sul più grande waterfront italiano in dismissione, Porto Marghera, ha una voglia pazza il sindaco di Venezia, che tra i padiglioni della Biennale apprezza quello di Forte Marghera distaccato a Mestre, che espone interventi di rigenerazione di porti industriali. Brugnaro chiede risorse per costruire a Marghera dell'architettura moderna e fare così «della vera inclusione attraverso nuovi posti di lavoro, non quella di cui si parla nei collettivi e nei convegni» (ovvero in parte della Biennale). Ma il sottosegretario Zanetti, veneziano doc, alla buona fede del sindaco crede poco: «Pensi al centro che si spopola! Il sindaco punta a Mestre perché è un bacino elettorale». Sulla terraferma vive infatti il quadruplo di popolazione rispetto a Venezia, dove, a proposito di accoglienza, c'è un veneziano ogni 450 turisti. In centro qualcosa (con polemiche) si muove: a Rialto sta per aprire il più grande shopping-mall della città, realizzato da Rem Koolhaas nell'ex Fondaco dei Tedeschi, che attirerà altri turisti. Il Lido, invece, resta sofferente: l'Ospedale a Mare (proprietà Cassa depositi e prestiti) e l'Hotel Des Bains (recente proprietà Hines) sono buchi neri. Si sta solo sistemando senza fronzoli la voragine creata anni fa davanti al Palazzo del Cinema, dove se ne voleva costruire un secondo. Il ministro Franceschini ha inaugurato al Museo Correr la mostra dedicata al grande pittore «orientalista» (veneziano d'adozione) Ippolito Caffi. La vedova lasciò nel 1888 circa 160 quadri, esposti tutti insieme per la prima volta solo oggi: qualcuno era stato prestato, altri rimasti nei depositi dei Musei civici.
Biennale, la sfida è in periferia
Ieri alla Biennale di Venezia sono stati presenti politici di ogni tendenza e sensibilità, tra cui il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini e il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Franceschini ha detto che il XXI secolo sarà quello delle periferie e ha proposto di intervenire sul recupero di edifici di edilizia pubblica costruiti alla fine della guerra. Brugnaro ha chiesto risorse per costruire nuovi posti di lavoro e per rigenerare il Porto Marghera, che è in dismissione. Il sottosegretario Enrico Zanetti ha espresso scetticismo sulla possibilità di una vera inclusione attraverso nuovi posti di lavoro.
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