Verona. Un euro per entrare al rinnovato Museo Archeologico al Teatro Romano e altrettanto per vedere da vicino uno dei monumenti gotici più rari e preziosi d'Europa, le Arche Scaligere. L'offerta culturale si allarga in città e va oltre i soliti circuiti turistici. VERONA. Un euro per entrare al rinnovato Museo Archeologico al Teatro Romano, per una visita carica di sorprese; un euro per vedere da vicino uno dei monumenti gotici più rari e preziosi d'Europa, le Arche Scaligere; zero euro per un flashback nell'arte degli anni 70 alla Gran Guardia per la mostra «Gli anni della pittura analitica» inaugurata ieri sera con una presentazione di Philippe Daverio. Sono tre dei punti cardine dell'offerta culturale di questa tarda primavera che si prospetta davvero low cost, almeno per il mese di giugno. E parlando di riaperture, c'è da ricordare il Museo degli Affreschi Cavalcaselle alla Tomba di Giulietta, inaugurato a novembre dopo lunghi lavori: anche qui, come all'Archeologico, l'ampliamento dello spazio espositivo ha consentito di tirar fuori dai depositi gioielli d'arte. Al Cavalcaselle, che raccoglie le testimonianze, da quelle rarissime del X secolo fino al Cinquecento, di ciò per cui la nostra città era soprannominata Urbs Picta, è stata ricostruita la sequenza di undici sottarchi, originariamente nel palazzo scaligero di Cansignorio, affrescati nel 1364 con le figure degli imperatori romani da Altichiero, artista che portò il linguaggio giottesco in città. Dall'Archeologico, ospitato nel monastero quattrocentesco che si è integrato con le strutture del Teatro Romano, il panorama sulla città è mozzafiato, ancor di più se si sale sulle «passeggiate» che vengono aperte al pubblico ogni prima domenica del mese. All'interno è ora possibile conoscere più approfonditamente la storia degli edifici romani da teatro di Verona, con il loro apparato scultoreo: per esempio la sfinge o i frammenti di bronzo dorato del monumento equestre del Teatro Romano, la maschera da gladiatore o il pugno di pugile con la sua attrezzatura per il combattimento dell'Arena. Scendendo alle Arche Scaligere la convenzione tra il Comune e Legambiente consente dal 1 giugno al 30 settembre l'ingresso nel recinto da martedì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Si entra così eccezionalmente nel complesso monumentale eretto tra il 1277 e il 1387 dove i signori di Verona sono stati consegnati all'eternità nell'immagine di cavalieri mistici sulle loro tombe aeree. Solo da vicino sono apprezzabili i dettagli scultorei di un'opera di grandissima raffinatezza, riportata alla leggibilità grazie ai recenti lunghi lavori di restauro. Poco lontano la Gam Achille Forti di Palazzo della Ragione si prepara a offrire ai visitatori la riapertura della sala orientale rinnovata a completamento del percorso espositivo, che inizia a metà Ottocento, con le opere degli anni Cinquanta del Novecento: si parla dell'acceso dibattito intorno alla nascita dell'arte astratta con le sculture monumentali e misteriose di Mirko e la gestualità pittorica carica di pathos di Vedova, Afro e Birolli. Infine, alla Gran Guardia gli anni Settanta e il ritorno, inaspettato dopo le ardite sperimentazioni, della pittura, per una mostra organizzata dalla Fondazione Zappettini e da Ferrarin Arte. Una pittura senza figura, che indaga in maniera rigorosa temi fondanti, come la superficie e il colore, e che apre una riflessione su quegli anni inquieti e intensi definiti «inarchiviabili». E il 2 giugno, festa della Repubblica, mostre e musei non vanno in vacanza, fa eccezione qualche variazione d'orario per l'Arena, che ha la chiusura anticipata alle 16.30 per il concerto di Renato Zero, la Gam Achille Forti di Palazzo della Ragione con la Torre dei Lamberti che ha posticipato l'apertura alle 11, mentre il Museo di Storia Naturale, con le sue due mostre in corso dedicate alle «Superfici. Peregrinazioni entomologiche»" e alle «Palafitte. Un viaggio nel passato per alimentare il futuro» aprirà dalle 14 alle 18. Restano visitabili solo su richiesta e in piccoli gruppi gli Scavi Scaligeri chiusi in occasione del restauro di Palazzo del Capitanio. Intanto a Castelvecchio si resta in attesa del ritorno delle opere rubate e poi l'offerta culturale di Verona si arricchirà ulteriormente.