Il premier: «Pronto il decreto, subito 500 milioni». Evitato l'incontro con Grillo Venezia. Racconta il presidente della Biennale Paolo Baratta che il premier Matteo Renzi è rimasto molto colpito da una frase dettagli dall'architetto cileno Alejandro Aravena, durante un loro incontro a Santiago nell'ottobre scorso: «L'architettura applicata alla città è la scorciatoia dell'uguaglianza». Un'uguaglianza che, nelle parole di Aravena, non si rivela nel reddito quanto nelle condizioni di vita dell'uomo. Difficile dunque pensare sia stato un caso che il premier abbia scelto proprio l'inaugurazione della quindicesima Mostra internazionale di architettura, diretta da Aravena e dedicata alle periferie e alla segregazione, alla carenza di alloggi e alla migrazione, alla criminalità e al traffico, allo spreco all'inquinamento («Reporting from the front» il titolo), per annunciare la firma di un decreto che stanzia 500 milioni per il recupero delle aree dimenticate delle città italiane. Una notizia anticipata con poche, scarne parole al termine della cerimonia di consegna dei leoni d'oro a Ca' Giustinian e poi circostanziata con qualche dettaglio in più al termine della visita fatta in compagnia della moglie Agnese tra i padiglioni dei Giardini: «Abbiamo deciso di stanziare questi soldi per la riqualificazione urbana e la nostra non è solo una scelta culturale ma anche politica - ha spiegato Renzi - come del resto dimostra questa Mostra straordinaria con esperienze da tutto il mondo e anche italiane, pensiamo solo al quartiere Giambellino di Milano con Renzo Piano. Ce lo dicono gli esperti: sempre più persone andranno a vivere nelle città, di qui al 2050 il loro numero crescerà a dismisura, per cui o noi riusciamo a creare degli spazi di vita e di comunità oppure creeremo solo immensi quartieri dormitorio». Una questione di bellezza ma anche di sicurezza, secondo il premier: «Se nei quartieri periferici, quelli più a rischio, riusciamo a creare occasioni di vita comunitaria, è più facile abbassare il rischio sicurezza. Anche per questo abbiamo deciso di stanziare questi 500 milioni. D'altronde l'avevamo detto: un euro in cultura e un euro in sicurezza». L'argomento sembra essere tra le priorità dell'agenda di governo, ne ha parlato anche il ministro della Cultura Dario Franceschini («Se per l'Italia i 900 è stato il secolo della battaglia - vinta - per la salvaguardia dei centri storici, quello che stiamo vivendo sarà il secolo delle periferie, una grande sfida per la politica») e lo stesso premier ha subito rilanciato: «Il tema del rapporto tra le periferie e le città, le smart-cities per il futuro ma anche la solidarietà, l'accoglienza, la lotta contro la criminalità, sarà uno dei temi chiave che porteremo nei prossimi appuntamenti internazionali, a cominciare dal G7 del 2017 in Italia». Renzi, che dopo la premiazione a Ca' Giustinian e prima di approdare ai Giardini ha visitato anche l'Arsenale senza però mai incrociare Beppe Grillo che pure da un paio di giorni si trova a Venezia per visitare la Mostra (il leader del Movimento Cinque Stelle è stato notato nel padiglione centrale dei Giardini proprio negli stessi istanti in cui, pochi metri più in là, Baratta e Aravena illustravano al premier alcune delle opere esposte), prima di lasciare la laguna, con una puntualità che ha lasciato di stucco i responsabili del cerimoniale, ha elogiato il direttore («In questo momento la politica e l'architettura condividono importanti sfide per il futuro, la Mostra mi ha colpito davvero molto») e il presidente: «Baratta, insieme a Franceschini, sta facendo un lavoro straordinario. Ringraziamo davvero di cuore la Biennale, un istituzione di cui siamo molto fieri e molto onorati. Era la prima volta che partecipavo da primo ministro, ma l'attenzione che continueremo a dare a questi eventi è fondamentale, perché il futuro del mondo è nella cultura che si apre all'innovazione. L'Italia non è soltanto un museo, è un laboratorio, non è soltanto un racconto, ma è una grande sfida per il futuro». Uno schiaffetto complice a Brugnaro («Mi raccomando te, fai il bravo»), delle scuse improbabili per un Presidente del Consiglio («Grazie e scusate il disturbo, ci tenevo tanto a venire qui»), quindi Renzi è risaltato sul motoscafo che l'ha riportato in aeroporto, destinazione Trieste e, di lì, Reggio Calabria. E mentre era in viaggio, a suggellare la visita, ecco la consueta serie di scatti e il cinguettio fare capolino su Twitter: «500milioni per le periferie. Bando firmato durante la biennale di Venezia. unsabatoitaliano » .