Recupero e tutela. Dal Politecnico alla Ue un progetto innovativo SULBIATE. Un'antica filanda da riqualificare a Sulbiate, due ville storiche su cui intervenire a Usmate Velate, la Ca' dei Bossi, in rovina per anni, a Biassono, la realizzazione di un itinerario ciclopedonale tra i vigneti della Valtellina, oltre al restauro del secondo chiostro del convento di Sant'Antonio a Morbegno e di castel Masegra a Sondrio e alla predisposizione del circuito dei palazzi storici di Tirano. Tutti beni destinati a nuova vita, grazie a un progetto avviato con il contributo di Fondazione Cariplo dal 2008 nei distretti culturali di Monza e Brianza e della Valtellina. Non sono mancati ritardi, cambiamenti e difficoltà, ma ora due di questi interventi stanno diventando un modello per l'Europa, insieme a tre altri d'Oltralpe: uno belga, uno svedese e uno olandese. All'Ue interessano due elementi innovativi dei progetti italiani: come gestire in modo nuovo i beni e come pensare già ora a conservarli. L'idea è stata portata a Bruxelles dal dipartimento Abc del Politecnico di Milano, diretto dal professor Stefano Della Torre, con la proposta all'Ue di un percorso in più fasi. Sono stati identificati i cinque casi eccellenti in Europa, poi il dipartimento Abc ha partecipato a un bando del progetto europeo Jpi-Heritage Plus, coinvolgendo i soggetti impegnati nel rilancio di Villa Reale di Monza. Con 800 mila euro di finanziamenti per arruolare giovani studiosi nei vari Paesi, con il progetto Changes, in due anni sarà terminato il lavoro. Verrà anche realizzato e consegnato all'Ue un modello per il recupero sostenibile dei beni. Il percorso giovedì verrà presentato in Villa Reale a Monza con un convegno internazionale e venerdì si avrà la prima uscita sul campo in Italia, con una giornata di lavoro di tutti i partner europei nell'ex filanda di Sulbiate e a Biassono. «Sarà la prima occasione per gli europei racconta l'architetto Rossella Moioli che segue il progetto per il Politecnico per approfondire cosa c'è di esemplare nei progetti italiani». L'ex filanda è stata trasformata in un «fab-lab», dove i nuovi artigiani produrranno le loro creazioni con tecnologie innovative. Esperienza simile a Ca' dei Bossi a Biassono, restaurata con spazi per start up. Nelle due ville a Usmate Velate è considerato importante il percorso di conservazione su lungo periodo. Infine in Valtellina è significativa la capacità di moltiplicare i finanziamenti tramite bandi. «Gli interventi hanno coinvolto il territorio, in particolare di Fondazione Cariplo e l'amministrazione provinciale di Sondrio afferma Sergio Schena, presidente del Distretto Culturale della Valtellina . La sinergia creata ha consentito di promuovere queste opere oltre confine».
Siti storici, riqualificazione modello. La Lombardia insegna in Europa
Un progetto italiano, avviato con il contributo di Fondazione Cariplo, sta recuperando e tutelando beni culturali in diversi comuni della Valtellina e del Monza e Brianza. Il progetto, che ha iniziato nel 2008, ha coinvolto il Politecnico di Milano e ha ottenuto finanziamenti per arruolare giovani studiosi. Il progetto ha identificato cinque casi eccellenti in Europa e ha partecipato a un bando europeo per arruolare altri partner. Il progetto ha anche creato un modello per il recupero sostenibile dei beni e ha realizzato interventi di restauro in diversi luoghi, come la Ca' dei Bossi a Biassono e il convento di Sant'Antonio a Morbegno.
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