I "cacciatori" di mozzarella doc e chi ama ripassare l'archeologia li hanno già visti, compiendo una piccola deviazione dalla Statale che porta al Cilento: torsi, scudi, le sue solite sfere di materiali diversi. A ridosso della cinta muraria di Paestum, torre 27, s'inaugura sabato alle 19.30 un'antologica di Arnaldo Pomodoro, che occupa un posto di rilievo nella storia della scultura italiana del secolo scorso per il tema del contrasto fra superfici levigate e scabre e l'uso dei materiali classici ma anche nuovi per la rappresentazione moderna delle forme. Un curatore d'eccezione "abita" in questi giorni a Paestum, Gillo Dorfles (ha visitato anche la fornace Falcone di Montecorvino Rovella, che ha lavorato con i più grandi artisti autori di opere in ceramica). È stato il grande critico e studioso di design a suggerire come location per la mostra le ciclopiche mura dei templi, un contrasto ardito per le antimonumentali opere di Pomodoro, che si trovano sparse nelle piazze più importanti del mondo. Con il Museo materiali minimi di arte contemporanea è stata realizzata questa rassegna molto particolare. «Non si prova alcuna sensazione di disagio, di compromesso, di competizioneafferma Dorfles contemplando le opere che Pomodoro ha sistemato anche negli anfratti delle rovine di Paestum. Non si tratta di una sfida, bensì di un'interpretazione del grande passato architettonico-plastico del VI secolo avanti Cristo. Il percorso è aperto con orario 10-22, l'ingresso costa 5 euro