LE CHIAMATE gli sono arrivate fin dalla prima mattina di ieri, quando i siti erano già pieni delle immagini scioccanti del lungarno Torrigiani ingoiato per metà dalla voragine, delle macchine precipitate dentro per sette metri, del fiotto d'acqua che da ore scaturiva dalle spallette del fiume. Erano, racconta, «amici, colleghi, parenti, conoscenti, tutti a chiedermi notizie del crollo solo perché sono di Firenze, incuranti che si trattasse di un tubo dell'acqua e non di qualche opera d'arte da salvare», e stupiti che non fosse lì anche lui, ieri notte, a percorrere con i pompieri il tratto disastrato, «invece che a Roma, dove mi trovo quasi sempre, convinti, magari, che avessi già in tasca i nomi dei responsabili». Antonio Paolucci, 77 anni, riminese di nascita "naturalizzato" fiorentino, ex ministro dei Beni culturali ed ex soprintendente del Polo Museale fiorentino, oggi direttore dei Musei vaticani, ha legato così profondamente il suo nome al paesaggio artistico di Firenze da essere considerato un'auctoritas, scherza, «perfino in materia di sottosuolo della città », sempre ricco di sorprese, in effetti, ma a volte amare come questa". E anche il suo pensiero, «come quello di tanti fiorentini, è corso alle immagini dell'alluvione del '66».
FIRENZE - Paolucci: "Così Firenze si rivela fragile"
LE CHIAMATE gli sono arrivate fin dalla prima mattina di ieri, quando i siti erano già pieni delle immagini scioccanti del lungarno Torrigiani ingoiato per metà dalla voragine, delle macchine precipitate dentro per sette metri, del fiotto d'acqua che da ore scaturiva dalle spallette del fiume. Erano, racconta, amici, colleghi, parenti, conoscenti, tutti a chiedermi notizie del crollo solo perché sono di Firenze, incuranti che si trattasse di un tubo dell'acqua e non di qualche opera d'arte da salvare, e stupiti che non fosse lì anche lui, ieri notte, a percorrere con i pompieri il tratto disastrato, invece che a Roma, dove mi trovo quasi sempre, convinti, magari, che avessi già in tasca i nomi dei responsabili. Antonio Paolucci, 77 anni, riminese di nascita "naturalizzato" fiorentino, ex ministro dei Beni culturali ed ex soprintendente del Polo Museale fiorentino, oggi direttore dei Musei vaticani, ha legato così profondamente il suo nome al paesaggio artistico di Firenze da essere considerato un'auctoritas, scherza, perfino in materia di sottosuolo della città , sempre ricco di sorprese, in effetti, ma a volte amare come questa". E anche il suo pensiero, come quello di tanti fiorentini, è corso alle immagini dell'alluvione del '66.
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