UNA lunga battaglia contro la realizzazione del tunnel Acton, mille firme raccolte in due giorni, adesioni che includono albergatori, club nautici, l'Associazione per la mobilità (15 gruppi tra cui Wwf, Legambiente, Italia Nostra). Ma l'ora zero sembra approssimarsi per il Comitato Santa Lucia: il progetto del sottopasso che da via Nazario Sauro incanalerà il traffico su via Marina incassato il sì di Soprintendenza e Autorità portualesembra in procinto di partire comunque. Margherita Riccio è la portavoce di un movimento che ora rischia di apparire l'ultimo combattente contro la superba idea di waterfront portata avanti da Comune e Autorità portuale: «Ah, no. A questo gioco non ci stiamo dice C'è un'assenza assoluta di valutazione degli effetti che il tunnel avrà sull'unico vero waterfront napoletano: le vie Caracciolo, Partenope, Nazario Sauro». Dove, tuttavia, secondo il parere di un esperto come il professor Nuzzolo, le cose non peggioreranno. «Sbagliato. Sta persino nelle carte dell'Arup, aggiudicataria del progetto, che il numero di vetture nelle ore di punta aumenterà in modo consistente. Per non dire di via Nazario Sauro con i marciapiedi ristretti, sfregiata dalla rampa d'ingresso del tunnel. Apprendiamo che la Soprintendenza dice sì a questo scempio, siamo stupefatti. Il danno sarà rilevante sia nel periodo di cantiere, con una parziale chiusura al traffico, sia a regime, quando il lungomare si trasformerà in strada a scorrimento veloce» Per la verità, tutto il fronte del porto risulterà riqualificato. «Sembra infatti che dobbiamo guardare al tunnel come a un'idea di riqualificazione piuttosto che di trasporto. Forse perché un progetto di viabilità ha senso se si basa su dati del traffico certi, che qui non ci sono. La riqualificazione dovrebbe comunque passare attraverso la riduzione del traffico. Il tunnel non lo riduce: lo nasconde». Nasconderlo sembra essere l'unica soluzione, visto che non può essere dirottato: la Tangenziale scoppia. «Se scoppia, nel piano comunale e in quello della rete stradale ci sono le proposte alternative. Nessuno dei due documenti fa però riferimento a un tunnel. Segno che il Comune prima d'ora non lo considerava prioritario». Non prioritario ma utile lo considera ora. Ci sono alternative? «Non debbono venire da noi. Ma se proprio deve essere tunnel, lo stesso professor Nuzzolo dice che sarebbe meglio allungarlo per evitare il grande flusso di auto sul lungomare, che paradossalmente si ipotizza già di dissuadere». Allungarlo fin dove? Sul litorale sono poche le aree non di pregio. «Ma gli alberghi rappresentano una fetta rilevante dell'economia cittadina. Sa qual è l'impressione? Che abbia pesato soprattutto la fretta. Per esempio: lo studio di "prefattibilità" ambientale esiste, ma su un vecchio progetto. Il che comporta livelli di rischio molto alti, specie per la parte economica». Cinquanta milioni sono stanziati. «Ma la previsione di spesa ammonta a 122, per due canne di complessivi 2 chilometri e 100 metri. Si è scelto di realizzare per ora solo la più lunga, 1.300 metri. Servono dunque 75 milioni, e senza il prolungamento deciso agli imbocchi. Che cosa si riuscirà a fare con 50?»
"Il tunnel scelta sbagliata"
Il progetto del tunnel Acton, che collegherà via Nazario Sauro a via Marina, sembra in procinto di partire nonostante le proteste di un movimento che ha raccolto mille firme. Il tunnel è stato approvato dalla Soprintendenza e dall'Autorità portuale, ma il professor Nuzzolo, esperto di urbanistica, sostiene che il progetto non considera gli effetti negativi che avrà sull'unico vero waterfront napoletano, le vie Caracciolo, Partenope e Nazario Sauro. Secondo l'Arup, l'additataria del progetto, il numero di vetture nelle ore di punta aumenterà in modo consistente. Il tunnel non ridurrà il traffico, ma lo nasconderà.
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