I privati salvano TaoArte. Con un'anticipazione in contanti sui biglietti che venderanno, moneta sonante per lenire la carenza di fondi del comitato e pagare gli allestimenti e l'illuminazione della stagione che si apre il 5 giugno con i Duran Duran: l'ente che cura il cartellone estivo del Teatro Greco, infatti, è alle prese con un buco stimato in circa cinque milioni, e l'unica soluzione è mettere le mani nelle tasche delle aziende che stanno programmando i concerti. Detto, fatto: tre fra i principali organizzatori di eventi dell'Isola Nuccio La Ferlita di "Musica e suoni", Carmelo Costa di "Musica da bere" e Giampaolo Grotta di "ShowBiz" hanno anticipato 71 mila euro, ai quali se ne aggiungono 60 mila messi a disposizione dal Comune, per allestire camerini, montare fari e predisporre tutto il necessario per un calendario che va da TaoModa a Franco Battiato, dalla Tosca a Francesco De Gregori, dai Nastri d'argento a Robert Plant. «Anche perché osserva Costa ci hanno concesso un teatro. Al momento ci è stata data solo un'area. Senza allestimento non ce ne facciamo niente ». Il problema di TaoArte ha radici antiche. Il comitato controllato dai Comuni di Messina e Taormina e dall'ex Provincia, infatti, ha un credito nei confronti dell'assessorato regionale al Turismo: «Non riceviamo soldi da un anno e mezzo spiegano dall'ente perché non abbiamo il Durc, cioè non siamo in regola con i contributi. Ma finché non riceviamo i 700 mila euro che attendiamo, i contributi, semplicemente, non possiamo pagarli». Ora, però, i tempi stringono: il 5 giugno la stagione si apre con i Duran Duran, dall'11 al 18 c'è il Festival del Cinema, poi i "Nastri d'argento" e via via un menu variegato che comprende fra gli altri Skunk Anansie, Negramaro, Stefano Bollani e Gianna Nannini. Così si abbozza: gli organizzatori hanno incontrato a più riprese i tecnici dell'assessorato regionale ai Beni culturali, proprietario del monumento, e hanno raggiunto un accordo che permette di salvare la stagione. «Noi chiarisce La Ferlita dobbiamo versare tremila euro di canone fisso per la concessione, ai quali si aggiunge il 3,5 per cento dell'incasso lordo. Anziché pagarli a ottobre, li abbiamo pagati adesso basandoci su una stima dei biglietti». Così "Musica da bere" ha versato 13 mila euro al comitato e 12 mila alla Geca, l'azienda che si occupa delle luci, mentre "Musica e suoni" ha girato 23.500 euro a TaoArte e 11.500 alla Geca e ShowBiz ne ha anticipati 11 mila al comitato. Se gli organizzatori guadagneranno di più dovranno pagare solo la differenza. «Da parte nostra assicura Grotta c'è tutta la buona volontà per fare la nostra parte e salvare Taormina Arte». Il modello, d'altro canto, è replicabile anche altrove. Già l'anno scorso, ad esempio, l'adeguamento della capienza dello stadio "Franco Scoglio" di San Filippo, a Messina, dove si sono esibiti Vasco Rossi e Jovanotti, è stato finanziato dai privati con il metodo della compensazione. «Un'idea di questo genere sottolinea Costa può essere riprodotta praticamente ovunque in Sicilia. Ovunque tranne che a Palermo, dove il regolamento comunale impedisce iniziative di questo genere, anche se adesso si sta cercando di risolvere il problema tramite le sponsorizzazioni».