MENTRE il caso Ala continua a tenere banco, il presidente del Consiglio Matteo Renzi lancia la nuova offensiva su Napoli: ieri mattina ha firmato a Palazzo Chigi il protocollo di vigilanza sulle procedure per la bonifica di Bagnoli con Raffaele Cantone, il commissario Salvatore Nastasi e l'ad di Invitalia Domenico Arcuri. Nel pomeriggio, al videoforum di Repubblica Tv, rimette in fila gli impegni del governo per la città e la Campania, un vero e proprio assist per la candidata Pd Valeria Valente: rimozione ecoballe, bonifica di Bagnoli, valorizzazione di Pompei, Capodimonte, Museo archeologico di Napoli e Reggia di Caserta, l'invio dell'Esercito, il progetto Scuole Aperte, la sfida della Fiat a Pomigliano. Un'offensiva di Renzi, del Pd e dei suoi alleati di governo, con due ministri, Dario Franceschini (Beni culturali) e l'Ncd Angelino Alfano (Interno) inviati ieri in città per due iniziative elettorali pro-Valente. Ma è il caso dei candidati di Ala a sostegno della candidata del centrosinistra a provocare una presa di distanze di Renzi dallo scenario napoletano. A Repubblica Tv Renzi spiega: «Se nel Comune di Napoli un partito ha candidati che non sono votabili, credo che ciascun partito dovrebbe fare attenzione ai candidati che mette». Renzi invita in questo caso «i cittadini a fare le valutazioni». Nelle liste di Ala per il Comune, come scritto da Repubblica, ci sono Vitale Calone, 37 anni, che respinge ogni accostamento con la criminalità, figlio di Vincenzo, narcotrafficante con condanna definitiva, e Peppe Riganato, collaboratore del defunto Giovanni Di Vicenzo, consigliere municipale uscente e cognato del capozona Giuseppe Parisi al rione Berlingieri. Renzi spiega a Repubblica Tv: «Il premier che sta per partire per il G7 non si mette a discutere di questo - ha detto Renzi - è evidente che ciascuno fa le sue scelte, ciascun partito fa le proprie valutazioni. Io faccio lo sforzo nel Pd per candidare persone presentabili, ce ne è scappato uno che hanno trovato con la droga. Può succedere a tutti. Poi ciascuno dovrebbe avere gli elementi di informazione per decidere chi votare». Nessun imbarazzo di Renzi per il patto con Verdini «che oggi sembra il mostro di Loch Ness, ma era l'uomo che per Forza Italia parlava con la prima linea di Bersani» e senza i cui voti «la legge sulle unioni civili non ci sarebbe». Capitolo Bagnoli. Il premier punta sul modello Expo e su quello per gestire il Grande progetto Pompei e firma il protocollo con l'Autorità anticorruzione (a Roma, non a Napoli «per evitare le naturali polemiche. Bagnoli sarà ripulita e risanata»). Poi l'affondo su de Magistris: «Se quelli che devono fare le cose, a cominciare da alcuni enti locali, non le fanno, allora toccherà a noi sostituirli, a cominciare dal commissario di governo. E lo vogliamo fare con le procedure più all'avanguardia di tutte dal punto di vista della lotta alla corruzione. Ora è finito il tempo delle chiacchiere ». Renzi ricostruisce la delicata partita dei rapporti con de Magistris sulla bonifica di Bagnoli: «A Napoli - dice il premier - abbiamo un'amministrazione che ha scelto di non parlare col governo, un errore. Quando sono andato a Napoli gli assessori di de Magistris erano nel corteo contro di noi, ci sono stati 11 poliziotti feri- ti non per colpa degli assessori ovviamente. Ma con l'amministrazione comunale non si lavora. Io spero che alle elezioni vinca Valeria Valente, ma noi lavoreremo con sindaco di Napoli chiunque vincerà, se vorrà lavorare con noi». Non solo Bagnoli nell'agenda di Renzi per Napoli. E se per vincere le partite della Campania «ci vorrà qualche colpo alla Higuain», il presidente del Consiglio ricorda come «la prossima settimana comincerà il trasferimento delle prime ecoballe dalla Terra dei fuochi». De Luca ha fissato la data al 30 maggio. Matteo Renzi non perde occasione, davanti alle telecamere di Repubblica Tv, per ricordare «l'investimento fatto sugli scavi di Pompei con l'apertura del visitor- center, l'Archeologico, la Reggia di Caserta» e che però «se in città non ci sono i cartelli per indicare il Museo di Capodimonte non saremo credibili». E insiste sul valore artistico della serie Gomorra. «Bisogna essere grato a Saviano per il libro che ha scritto. Diseducativa è la camorra, non Gomorra. I preti di Forcella e Sanità mi hanno chiesto oltre a telecamere e polizia, le scuole aperte. E su questo dobbiamo ragionare. Ma io dico che c'è anche tanto Sud positivo da raccontare, con start-up giovanili, che vanno incoraggiate. E poi, vedendo i numeri della Fiat anche a Pomigliano, dico: aveva ragione Marchionne».