SONO innumerevoli i luoghi toscani degni di essere segnalati alla casella e-mail bellezzagoverno. it, con l'obiettivo di ottenere un finanziamento per il loro recupero, nell'ambito del programma lanciato dalla Presidenza del Consiglio che destina 150 milioni di euro a questa finalità. E infatti ogni giorno partono per Palazzo Chigi, dal nostro territorio, messaggi su messaggi che certificano così l'intensità della presenza delle testimonianze artistiche e l'amore dei cittadini per il nostro patrimonio culturale. Se dobbiamo cimentarci nel non facile impegno di sceglierne uno per tutti, credo che la scelta possa cadere su Villa Garzoni a Collodi. Parliamo di un luogo che vide il giovane Carlo Lorenzini crescere e formarsi prima di scrivere Le Avventure di Pinocchio e che ha conservato il fascino ottocentesco anche nell'adiacente delizioso borgo di Collodi, pseudonimo dello stesso Lorenzini. Il parco confinante, inoltre, da ormai sessant'anni su iniziativa della Fondazione Collodi ospita opere d'arte ispirate a Pinocchio e ai personaggi frutto della fantasia del suo autore che accompagnano i sogni dei bambini di tutto il mondo. La villa, e l'intero complesso di Collodi, meritano quindi la massima attenzione, per aumentare la capacità di accogliere i visitatori e di offrire loro un'immersione quanto più appagante nel mondo e nella poetica di Pinocchio, con lo sguardo rivolto all'enorme potenziale di crescita turistica. In questa logica, è importante ricordare che un giovane e coraggioso imprenditore ha presentato e dato inizio a un progetto per realizzare un nuovo parco tematico dedicato a Pinocchio, con largo uso di tecnologie innovative, proprio nell'area antistante alla villa e al suo parco. Ecco un bell'esempio di possibile integrazione tra pubblico e privato, dove ognuno fa la sua parte, con un obiettivo comune. L'imprenditore investe, su un'area privata e senza sostegno pubblico, Governo e Enti locali tutelano e valorizzano il bene culturale, adeguano le infrastrutture, danno risposte in tempi certi e mettono in campo adeguate politiche di promozione. Sarà così? Ce l'auguriamo. Vogliamo credere che tutti gli Enti coinvolti, a cominciare da Regione Toscana e Comune di Pescia, sapranno cogliere l'opportunità di rendere concreta la volontà d'integrazione tra pubblico e privato nei beni culturali e nel turismo che è da anni il leitmotiv di infiniti convegni e seminari, senza trascurare l'ulteriore opportunità di visibilità offerta da Pistoia capitale italiana della cultura nel 2017. Intanto, cominciamo a spedire un'e-mail. Responsabile cultura e turismo Pd Toscana