Il «suk» tra i loggiati, il messaggio anti bagarini di Schmidt e la sanzione del Comune Tra i loggiati degli Uffizi non c'è un piazzale. C'è un suk. Anzi peggio. C'è il caos, la prova del degrado. Ma il piazzale è anche una vetrina dell'illegalità che tiene in ostaggio la città del turismo: tappetini ovunque, borse false, stampe false, falsi artisti di strada che puntano gli stranieri per irretirli e fregarli. Di lato, le lunghe code per entrare nella galleria e, accanto, i bagarini che in cambio dell'azzeramento delle attese vendono i biglietti a prezzo maggiorato (con aggiunta di visita guidata). Così va ogni giorno. Un vero spettacolo. Che però non ha divertito per nulla il nuovo direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, tedesco, ma che sembra arrivato qui «da lontano», quasi come il Papa argentino in Vaticano. Forse proprio per questo, Schmidt pensava che, più che un diritto, fosse un suo dovere cercare di tutelare tutti quelli che vogliono entrare nel suo museo. Per questo ha registrato un audio che mette in guardia da bagarini e borseggiatori e l'ha fatto diffondere via altoparlante. La mossa però non è piaciuta granché a Palazzo Vecchio (ma perché?): prima le gelide dichiarazioni dell'assessore Gianassi preoccupato per il ritorno di immagine di Firenze nel mondo. Poi la visita dei vigili agli Uffizi perché si capisse l'antifona Ma Schmidt non ha fatto una piega ed è andato avanti. Alla fine il terzo atto: la notifica di una multa da oltre 500 euro, riducibili a meno di 300 se pagata entro 4 giorni. Schmidt ha chiamato Nardella e gli ha espresso, presumibilmente, il suo stupore. Poi ha annunciato che andrà a pagare la multa, ribadendo la necessità di fare fronte comune contro «qualsiasi tipo di criminalità». Ha rilanciato, insomma, come un giocatore di poker, affidando all'opinione pubblica il giudizio sul suo operato. Ora la palla è tornata nel campo del Comune, che ieri non ha trovato di meglio che proporre un incontro. Come dire: prima ti bastono e poi ti offro la tregua. In punta di regolamento può anche darsi che il Comune abbia ragione. Ma quale sarà l'effetto di questa guerra assurda? Alla fine, anche all'estero, si capirà che il direttore degli Uffizi cerca di combattere contro furbetti e lestofanti e che Palazzo Vecchio lo punisce. Figuraccia mondiale assicurata (vera però, altro che il caso del Lungarno). Intanto chi ha due minuti vada agli Uffizi, guardi e poi ci scriva. Vediamo che cosa.