Pozzuoli. Sono iniziati ieri gli interrogatori delle due persone raggiunte da ordinanza di custodia in carcere nell'ambito dell'inchiesta sul presunto giro di mazzette e di controlli anti-abusivismo pilotati. Oggi, invece, toccherà agli altri sette coinvolti nell'inchiesta e sottoposti ad altri provvedimenti cautelari. Ad ascoltare gli indagati il gip Aldo Esposito, alla presenza dei pubblici ministeri della Dda Raffaele Marino e Antonio D'Alessio. Oltre ai quattro vigili urbani finiti nella lista degli arrestati insieme con un tecnico e a due professionisti locali, da stamane verranno interrogati anche il funzionario comunale e l'agente di polizia municipale sottoposti all'obbligo di dimora nelle ore notturne. Gli indagati dovranno rispondere di reati che vanno dall'omissione al favoreggiamento, dal falso alla rivelazione del segreto d'ufficio. Un anno di indagine da parte della polizia: tutto ruota intorno ad una serie di colloqui telefonici registrati dagli inquirenti e che consentirebbero di ipotizzare un quadro accusatorio incentrato sulla figura-chiave dell'ingegnere puteolano Giuseppe Sebastiano, già coinvolto a febbraio nello scandalo della sanatoria edilizia pagata con i falsi bollettini postali. Oggi tutti gli indagati potranno replicare alle accuse. Nel frattempo, la commissione d'accesso che è insediata al Comune dal 4 febbraio 2004 sta per completare i lavori. Non è stata richiesta alcuna nuova proroga, dopo 17 mesi di ispezione amministrativa, per scoprire eventuali intrecci tra la politica, gli ambienti comunali e le organizzazioni criminali. Le relazioni conclusive dei componenti stanno per essere consegnate alla coordinatrice, il viceprefetto Fiamma Spena.
Condoni, via agli interrogatori
Gli interrogatori delle due persone raggiunte da ordinanza di custodia in carcere sono iniziati a Pozzuoli. Oggi, invece, toccherà agli altri sette coinvolti nell'inchiesta e sottoposti ad altri provvedimenti cautelari. Gli indagati dovranno rispondere di reati come l'omissione, il favoreggiamento, il falso e la rivelazione del segreto d'ufficio. L'inchiesta ruota intorno ad una serie di colloqui telefonici registrati dagli inquirenti e che consentirebbero di ipotizzare un quadro accusatorio incentrato sulla figura-chiave dell'ingegnere Giuseppe Sebastiano.
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