Il direttore degli Uffizi: nessun problema con il Comune. Ma il comandante: servono i permessi La voce sul banco degli imputati, quella di Eike Schmidt che invita a prestare attenzione ai bagarini e agli scippatori, che risuona da ieri al piazzale degli Uffizi, non è stata silenziata. Qualche aggiustamento certo c'è stato: la modulazione dei toni e la frequenza un po' più ridotta, ogni dieci minuti invece che a intervalli di due o tre, ma per il resto malgrado l'intervento dei vigili urbani (riportato ieri da Repubblica ) che gli hanno intimato di spegnere l'audio il direttore degli Uffizi ha deciso di andare aventi nella sua crociata. «Non ci sono mai stati contrasti con il Comune su niente dice Schmidt il problema dei bagarini e degli scippatori è reale. E qualche iniziativa la si deve pur prendere. Se ci sono consigli costruttivi su come intervenire noi siamo pronti ad ascoltarli, ma non credo ci sia nulla di offensivo per l'immagine di Firenze nel messaggio audio con la mia voce che consiglia prudenza ai turisti e spiega loro dove e come acquistare i biglietti per entrare in galleria senza ricarico. E lo stesso vale per il passaggio in cui io invito a fare attenzione agli scippatori. Un ammonimento analogo lo si sente alla stazione di Santa Maria Novella e nessuno ha detto, mi pare, che si offensivo per Firenze o che ne offuschi l'immagine». Quest'ultimo riferimento è in risposta a quanto affermato dall'assessore alla Polizia municipale Federico Gianassi che sino a ieri ha ribadito: «Non mi pare che questo messaggio aiuti a prevenire il fenomeno dei bagarini, e non fa una buona pubblicità alla città. Il Comune è molto preoccupato per tutto ciò, ma risponde presidiando il territorio. Anche le modalità comunicative sono importanti». Modalità comunicative su cui Schmidt non ritiene di dover intervenire anche per un'altra ragione. «Non mi risulta ha detto ieri che io debba chiedere autorizzazioni. I megafoni sono istallati nel loggiato degli Uffizi che è di proprietà del demanio, quindi dello Stato e quindi di competenza del museo. Se la cosa avesse interessato il piazzale capirei, ma così non vedo dove sia l'irregolarità. Comunque se occorresse qualcosa ci attrezzeremo in questo senso». La vede diversamente il comandante dei vigili urbani Marco Andrea Seniga: «Siamo intervenuti spiega perché l'articolo 19 del regolamento delle pubblicità del Comune di Firenze (disciplina la pubblicità su strumenti sonori ndr ) prevede che per iniziative di questo tipo ci sia un'autorizzazione degli uffici comunali dello Sviluppo economico. Autorizzazione che, secondo una nostra verifica, non ci sarebbe. Preciso che siamo intervenuti autonomamente, non su mandato del Comune, e che però abbiamo informato Palazzo Vecchio. L'altro ieri abbiamo chiesto al direttore di mostrarci l'autorizzazione e visto che non era stato possibile verificarne l'esistenza siamo tornati ieri ma ci hanno detto che Schmidt era a Roma. Torneremo anche oggi». Poi precisa che al momento non è stata fatta alcuna multa al museo perché l'obiettivo non è quello di sanzionare quanto quello di fare in modo che le cose vengano fatte secondo regole e norme. Il direttore tedesco sembra però inflessibile e a sostengo della sua campagna sonora anti-bagarini, che sino a ieri stazionavano davanti alla galleria, sostiene di essere stato autorizzato direttamente dal ministero dei Beni Culturali.