Matera sta vivendo una stagione di grande entusiasmo e visibilità per la nomina a Capitale europea della cultura del 2019. Un giusto riconoscimento per la capitale storica della cultura contadina di Levi e Scotellaro e del grande ed ormai scomparso meridionalismo italiano. I Sassi sono molto di più di un grande scenario urbano. Definiti da De Gasperi nel 1948, dopo una sconvolgente visita, la grande vergogna d'Italia, sono oggi il simbolo di una lotta per lo sviluppo e l'emancipazione. Matera deve ora fare i conti con quella che in Europa è definita la retorica della culture-led regeneration , della rigenerazione urbana trainata dalla cultura. E' il mito della cultura come fattore di sviluppo urbano alimentato e reso popolare da vicende come quelle di Glasgow, capitale europea della cultura del 1990. Glasgow, grande città industriale ed operaia della Scozia. ha dovuto reinventarsi per ridarsi una speranza e trovare una soluzione alla crescente disoccupazione ed alla fuga delle imprese. L'esperienza di Capitale Europea della cultura nel 1990, presentata come un evento epocale in grado di cambiare il corso della storia, ne ha fatto un caso di studio ed il primo manifesto di una culture-led regeneration. Sul breve periodo la città sembrava aver cambiato volto come se fosse stata sottoposta ad un radicale intervento di chirurgia estetica. Un susseguirsi di festival, mostre e spettacoli sembravano confermare l'entusiasmo iniziale. Ventitré paesi contribuirono agli eventi a cui parteciparono i più grandi nomi della cultura e dello spettacolo dai Berliner Philarmoniker e dal Bolshoi a Sinatra e Pavarotti. Quando si sono spente le luci sono cominciati i dubbi. L'effetto palcoscenico si è progressivamente indebolito ed i problemi di sempre sono ritornati. Al locale mercato delle pulci si vendevano magliette con su scritto "There's no a lot of Pavarotti for the poverati", il termine poverati è approssimativo ma il senso della protesta era chiaro. Il prestigio della nomina è e resta, naturalmente. Guimaraes in Portogallo, Sibiu in Romania, Stavanger in Norvegia, Maribor in Slovenia, Riga in Lettonia, Breslavia in Polonia, Plzen nella Repubblica Ceca, solo per nominare alcune delle passate capitali della cultura, sono splendide cittadine che non sembra però abbiano ricevuto benefici duraturi dalla bella esperienza. L'importante è perciò, che anche a Matera si cominci da subito a prestare attenzione al dopo.