"In arrivo ecomostri legalizzati sulle spiagge italiane". Il Wwf lancia l'allarme dopo l'approvazione data ieri dalla Camera al disegno di legge sulla competitivita', "ispirata dal ministro Tremonti", che introdurrebbe "la possibilita di ottenere l'autorizzazione a costruire grandi insediamenti turistici con una procedura semplificata e accelerata". Per il Wwf si tratta di un "immenso pasticcio il cui vero scopo e' aprire il demanio marittimo a insediamenti di grandi se non grandissime dimensioni (un'attivita con 250 addetti e una media azienda industriale), facendo riferimento ad un presunto 'interesse nazionale' alla realizzazione dell'infrastruttura turistica, quasi ci trovassimo di fronte a indispensabili infrastrutture energetiche o di trasporto". "Anche se nel testo attuale e' stata per fortuna stralciata l'ipotesi della concessione novantennale, con l'art. 22 (ex14) del Ddl che e stato votato oggi a Montecitorio - commenta Gaetano Benedetto, segretario aggiunto del Wwf - si apre il demanio marittimo alla costruzione di grandi strutture e infrastrutture turistiche stabili senza alcuna garanzia. Infatti con una procedura accelerata e semplificata, che si conclude in 4 mesi (165 giorni), le regioni, con l'avallo del Governo, potranno definire accordi di programma che coinvolgano i comuni interessati che si potranno concludere con il silenzio assenso, senza alcun potere di veto da parte delle amministrazioni competenti in materia ambientale e paesaggistica. Ci aspettiamo che al Senato maggioranza e opposizione cambino volto ad una norma impresentabile". Il Wwf ricorda che la norma, se approvata, "metterebbe a rischio regioni come la Sardegna, dove la amministrazione autonoma ha resistito nel tempo, tutelando con una legge regionale la fascia costiera, facendo riferimento alla lr 231993, e' stato introdotto, con la 'legge salvacoste' n. 82004 della giunta Soru, un vincolo permanente di inedificabilita entro la fascia dei 300 metri ed un vincolo transitorio, in attesa della nuova pianificazione paesistica, nella fascia tra i 300 m e i 2 km, opponendosi cosi alle speculazioni di multinazionali e colossi nazionali del mattone". Secondo il Wwf "il concetto di 'bene demaniale' dovrebbe invece essere molto diverso: occorrerebbe realizzare le costruzioni e i manufatti stabili e di grandi dimensioni ben al di fuori della fascia pubblica (che e in genere assai ristretta), ed in quest'ultima ubicare semmai solo le attrezzature balneari indispensabili e di facile rimozione. Applicare la norma del silenzioassenso in aree quali quelle del demanio marittimo, di pregio dal punto di vista ambientale e paesaggistico e funzionali alla fruizione pubblica, e' davvero grave. Non puo' bastare certo come garanzia, dal punto di vista ambientale, lo studio di prefattibilita' a corredo del progetto". (Dire)