La voce quasi si perde nel vocìo dei turisti accalcati sul piazzale. I più, forse, neppure capiscono che a parlare attraverso l'altoparlante è il direttore in persona della Galleria, Eike Schmidt. E lui fa anche un errore chiamando scippatori i borseggiatori (anche se il bottino, ahimè, resta lo stesso). Il sistema ideato per dare una mano ai visitatori in coda, per sottrarli ai trucchi dei bagarini e alle imboscate dei ladruncoli, andrà sicuramente perfezionato. Sarebbe innanzitutto opportuno affiancare al suono della voce l'immagine del volto su un video, per attirare maggiormente l'attenzione. E non sarebbe male intervallare di più gli avvertimenti per evitare l'effetto tormentone. Tanto per annotare le nostre prime impressioni. Sta di fatto però che ieri agli Uffizi è partito un segnale, culturale prima di tutto, che la maggioranza dei fiorentini apprezzerà. È difficile catalogare l'iniziativa di Schmidt: è efficienza? Spirito di servizio? Lotta al degrado? Si può anche dire che la piccola svolta risponde a più preoccupazioni. Erano anni che, con cadenza regolare, si levavano gridi d'allarme sulla situazione caotica che ogni giorno assedia il principale museo italiano. Un girone dantesco che obbliga allo slalom tra i tappetini di cianfrusaglie e che sembra concepito apposta per stordire chi arriva, lasciandolo in balìa degli ambulanti abusivi, degli artisti di strada veri e falsi, dei rivenditori di biglietti a prezzi gonfiati. Anni. Anni di denunce cadute nel nulla, al di là dei buoni propositi. Con pragmatismo tutto teutonico, il direttore degli Uffizi si è subito rimboccato le maniche e, senza giocare al solito scaricabarile, si è chiesto che cosa avrebbe potuto fare lui per trovare una soluzione a una vera emergenza. Vedremo che risultati otterrà la sua offensiva, che per forza di cose ha obiettivi limitati (nessun Schmidt riuscirà mai ad allontanare dal piazzale i mercanti di paccottiglia), ma conta il segnale che è partito. Per questo stupisce la reazione irritata di Palazzo Vecchio. Secondo La Nazione , l'assessore Gianassi ha espresso disappunto per una novità «non concordata» su un problema degrado e abusivismo al quale l'amministrazione comunale sta dedicando «forze ed energie». Quanto alla sicurezza, Gianassi si è dichiarato perplesso sulla stessa ammissibilità del provvedimento del direttore, ricordando l'azione di contrasto condotta dai vigili urbani in borghese e dalle squadre di carabinieri in congedo. Quel che più sembra turbare Palazzo Vecchio , però, è il superamento di tutte quelle liturgie in uso nei rapporti tra i palazzi fiorentini. Gli smarcamenti non sono graditi, anche se aggiungiamo noi qualche volta muovono la palude. E poi c'è il timore dell'autogol, la preoccupazione per l'immagine della città all'esterno, come se i turisti avessero gli occhi bendati e non raccontassero le loro giornate in città sui social network. Svegliamoci... Ma da quanto tempo l'assessore Gianassi non va nel piazzale degli Uffizi? Ci torni e controlli di persona se quello che lui sostiene trova un corrispettivo nella realtà. Intanto danke schoen . A Schmidt ovviamente.