Ritorno al «bel costruire» attraverso la riscoperta dei gioielli architettonici del Veneto. E' il progetto dei giovani imprenditori edili del Veneto, con l'obiettivo di riportare al centro dell'impegno della categoria l'armonie estetica e la qualità, proprio prendendo spunto dal patrimonio culturale delle ville venete. All'insegna di questo ideale, i giovani imprenditori edili dell'Ance Veneto hanno organizzato quattro conferenze nelle più belle ville del Veneto, sul tema «Il ciclo del bello». Primo appuntamento oggi a Villa Contarini di Piazzola sul Brenta (Padova), ore 16, dal titolo «La villa veneta: quando la cultura incontrava il bel costruire. E oggi?». Si confronteranno Philippe Daverio, storico dell'arte, Giuseppe Rallo, Soprintendenza Belle Arti di Venezia, Belluno, Padova, Treviso, Alessandro Russello, direttore del Corriere del Veneto e Giovanni Prearo, presidente Ance Veneto. Al termine della conferenza, aperta al pubblico (registrandosi su ancevenetogiovanianceveneto.it), ci sarà una visita guidata alla villa, che illustrerà le qualità artistiche e la storia dell'edificio, ma svelerà anche tecniche costruttive e materiali utilizzati. Il «bello» nelle costruzioni e la riscoperta del patrimonio storico-architettonico del Veneto sono, secondo l'Ance, le chiavi di volta per valorizzare la professione dell'imprenditore edile. Spiega Giovanni Prearo, presidente dei Giovani di Ance Veneto: «Gli esempi migliori di edifici storici in Veneto, rivelano una sorprendente armonia delle proporzioni e incredibile funzionalità di tutti gli spazi. Le imprese responsabili e capaci oggi lavorano bene quando perseguono la cultura dell'opera edile nella sua interezza: dalla praticità al benessere abitativo e di vita, dall'efficienza alla bellezza. Questo dev'essere - sempre secondo Giovanni Prearo, il patrimonio per le generazioni future. La cultura delle costruzioni deve mettere in collegamento passato e presente. Come giovani imprenditori vogliamo promuovere questo messaggio e sensibilizzare i cittadini, denunciando naturalmente anche gli esempi negativi e gli errori del passato. Un buon costruttore non può essere tale, se non ha coscienza e cultura della storia, delle tecniche, dei materiali e della bellezza». Partendo dal dato di fatto che le ville venete rappresentano uno dei più raffinati e ricchi giacimenti culturali del mondo (4300 sorte tra il XV e il VIII secolo), esempio di organizzazione amministrativa, sociale, diplomatica della più longeva repubblica della storia (e oggi patrimonio di turismo culturale), l'Ance punta a un «Ciclo del bello» che le renda sempre più protagoniste. E il concetto di «bello» che caratterizza il ciclo di conferenze, non è solo estetico, ma applicato in particolare al mondo dell'edilizia, punta anche a competenza, conoscenza e qualità costruttiva. Per questi motivi, Prearo conclude: «L'esempio fulgido delle ville venete e gli elementi progettuali e costruttivi che custodiscono, possono essere reinterpretati e contestualizzati perché la bellezza possa tornare a rappresentare condizione imprescindibile dello sviluppo urbano e urbanistico e caratterizzare il lavoro degli imprenditori edili».