Terzo appuntamento con il «confronto» tra i principali candidati alla poltrona di sindaco: tema, oggi, è la cultura. Il nostro intento non cambia: offrire ai lettori del Corriere la possibilità di confrontare e scegliere, oltre gli slogan da campagna elettorale. Il tema, naturalmente, a Roma è molto ampio: va dalle «politiche culturali pubbliche» Roma riprenderà a produrre in proprio politiche culturali tutte sue? al Teatro Stabile e al Teatro dell'Opera, che beneficiano di gran parte dei finanziamenti per lo spettacolo dal vivo del Comune. «Teatro Valle, Estate Romana e Festa del Cinema, quale futuro?». È il terzo appuntamento con il «confronto» tra i candidati più importanti per la poltrona di sindaco rigorosamente in ordine alfabetico: Stefano Fassina di Sinistra italiana, Roberto Giachetti del Partito democratico, Alfio Marchini, civico sostenuto da Forza Italia, Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia e Virginia Raggi del Movimento cinque stelle e l'argomento per le tre domande era, ormai, quasi obbligato: la cultura. Il destino del Valle, dell'Estate romana e della Festa del Cinema ultimo quesito che abbiamo sottoposto loro non è che uno degli aspetti trattati: eppure, forse, a giudicare da quanto se ne è discusso in passato, sarebbe stata sufficiente questa risposta per capire qual è la direzione scelta dai candidati per la cultura romana. Il tema, naturalmente, è molto più ampio: va dalle «politiche culturali pubbliche» Roma riprenderà a produrre in proprio politiche culturali tutte sue? al Teatro Stabile e al Teatro dell'Opera, che beneficiano di gran parte dei finanziamenti per lo spettacolo dal vivo del Comune. Inevitabile, quindi, domandare: «Prevedete di aiutare anche le realtà culturali più piccole?». Ecco, stesse domande e stesso spazio per le risposte. Il nostro intento non cambia: offrire ai lettori del Corriere la possibilità di confrontare e scegliere, oltre gli slogan da campagna elettorale. Stefano Fassina 1 Nella nostra visione, Roma è comunità aperta, solidale, integrata, partecipata. La cultura è il principale fattore di riduzione delle distanze sociali, oltre che motore per la rinascita morale e economica della capitale. Vogliamo passare dai grandi eventi di consumo «importati» a scatola chiusa alla autoproduzione culturale diffusa. È decisivo il sostegno attivo di Comune e Municipi adeguatamente finanziati: il Comune mette a disposizione gli spazi di sua proprietà, oggi negati da una sciagurata Delibera. Va rianimato il sistema delle biblioteche comunali, i teatri di cintura e i cinema indipendenti come Aquila e Alcazar. Siamo impegnati in Parlamento per approvare i «livelli essenziali» di servizi culturali. 2 Le risorse dedicate alla cultura sono drammaticamente inadeguate. La rinegoziazione del mutuo di 5 miliardi con Cassa Depositi e Prestiti ci consentirà di investire per la cultura parte dei 200 milioni all'anno oggi spesi per interessi al 5. Ma vogliamo soprattutto abbandonare i bandi last minute e annuali per programmazione e affidamento almeno triennale. 3 Il Teatro Valle va riaperto e affidato alla «Fondazione Teatro Valle Bene Comune», sperimentazione artistica, politica e sociale di lavoratori e utenti. L'estate romana da connettore culturale tra centro e periferie è divenuta ordinario intrattenimento a pagamento. Deve essere occasione di sperimentazione per giovani talenti. La Festa del cinema va declinata più come festa della città e del cinema e meno festival. Roberto Giachetti 1 Roma può diventare il luogo del mondo in cui storia e arte contemporanea coesistono. Faremo tesoro delle esperienze di successo: la scultura contemporanea alle Terme di Diocleziano, «Par tibi, Roma, nihil» al Palatino. La cultura sarà per tutti e in tutta la città. Istituiremo un sistema di «artists in residence», un'orchestra giovanile in ogni Municipio e una Rete delle Fabbriche della Creatività. Ogni anno premieremo il Municipio della cultura. Apriremo le scuole nel pomeriggio per offrire nuove opportunità d'innovazione e creatività. 2 La spending review libererà risorse per le politiche culturali, ma serviranno anche sponsor privati e le istituzioni culturali più grandi sono in grado di attrarli. Al Teatro Stabile e all'Opera chiederò proposte artistiche di eccellenza. Sosterremo le piccole realtà coinvolgendole nella gestione dei teatri di cintura, mettendo a disposizione spazi, aprendo uno sportello manifestazioni. 3 Il Valle, con una programmazione altamente partecipata, sarà il «Teatro del Contemporaneo», dedicato alle nuove opere teatrali, musicali, di danza. L'Estate Romana sarà rilanciata con bandi intelligenti e tempestivi, per attrarre progetti di qualità. La Festa del Cinema sarà per le case di produzione il luogo in cui ideare nuovi progetti. Film Commission e Film Fest lavoreranno per questo, in collaborazione con Cinecittà. Faremo in modo che sia una festa di tutta la città e che contribuisca a mantenere in vita i cinema indipendenti e a farne aprire di nuovi nelle periferie. Virginia Raggi 1 Per troppo tempo il patrimonio culturale è stato messo ai margini. La ricchezza di cui gode questa città deve essere invece fonte di orgoglio e ispirazione. Roma deve tornare a essere capitale della cultura, delle idee e delle esperienze. Da parte nostra sarà ristabilita la trasparenza nei bandi di gara, nella gestione dei fondi e nell'assegnazione di patrocini. Sarà incentivato il mecenatismo e i luoghi della cultura ritroveranno la funzione che è loro propria. 2 Una delle priorità di azione del programma cultura è coinvolgere ogni quartiere, ogni territorio e ogni realtà a cominciare dalle più piccole. Il M5S punterà a supportare la conoscenza, la salvaguardia, la tutela e la promozione delle preesistenze storiche e culturali di ogni quartiere perché esse stimolino nel cittadino il senso di appartenenza e la vocazione turistica dei luoghi. Ci occuperemo delle realtà culturali e artistiche più piccole anche nei territori municipali non centrali, perché ogni Municipio è uno scrigno di risorse preziose che possono garantire lo sviluppo locale. 3 Ci sono realtà che offrono spunti culturali e sociali interessanti, realtà che subentrano nella totale assenza delle amministrazioni e che per questo devono essere supportate, in una cornice di legalità. Estate romana: è stato il nostro esposto quando eravamo all'opposizione a rilevare le opacità. Il futuro di queste realtà deve essere trasparente e legale, mirato a conoscenza e condivisione, prassi attraverso cui si ristabilisce anche il senso stesso di comunità. Alfio Marchini 1 La ripresa economica di Roma ripartirà da cultura, turismo e spettacolo. Avremo la fiera dell'antichità più bella di quella di Maastricht, la fiera del libro più ricca di Boston e la fiera dell'arte più attraente di Basilea. Cultura dentro la storia. Ad esempio nel luogo dove hanno ucciso Giulio Cesare, oggi abbandonato tra erba alta e gioiosi gatti, si svolgeranno manifestazioni sfruttando anche la vicinanza del teatro Argentina. Art. 9 della costituzione: tutela ma anche valorizzazione dei beni culturali. Con Michele Placido rilanceremo i teatri di cintura: periferie e centro unite da una nuova anima culturale. Siamo pronti a coordinare le competenze, oggi frastagliate tra le diverse istituzioni, e ad aprire un tavolo operativo tra Comune, Vaticano e Mibac. 2 Il Teatro Stabile e quello dell'Opera sono due eccellenze che bisogna continuare a valorizzare, mettendole però a sistema e creando un palinsesto culturale della città che attraverso altri eventi e festival richiami, in ogni periodo dell'anno, turisti e appassionati. Il contributo che il Comune dà alla Accademia di Santa Cecilia è vergognoso. Lo triplicheremo. È tempo di investire sui giovani. 3 Partendo da Santa Cecilia faremo nascere anche la Festa della Musica. Il futuro è nell'organizzazione di una offerta culturale di sistema. Questi luoghi ed eventi dovranno essere tasselli, insieme a molti altri, di un mosaico complessivo che rimandi l'idea di una città viva, attrattiva, tecnologica, in grado di richiamare energie culturali nuove e pubblici di età e interessi diversi. Giorgia Meloni 1 Non reputo un dato negativo il coinvolgimento dei privati. Detto questo, il Comune produce già mostre assumendosi il rischio d'impresa ma questo sforzo va intensificato per diventare capofila di progetti internazionali. La priorità sarà ideare mostre con l'immenso patrimonio «nascosto» nei depositi, per esporlo non solo nelle periferie ma anche all'estero, con una politica di scambio dei capolavori con i grandi musei internazionali. I nostri musei saranno il centro di elaborazione di una nuova strategia culturale. 2 Rivedremo la governance e i bilanci sia del Teatro di Roma sia del Teatro dell'Opera, con bandi aperti al migliore management italiano o valorizzando gli interni. Per i teatri è necessario ristudiare i bandi, finanziati anche con fondi privati, che permettano una programmazione a lungo termine. Va rivista la Tari per le sale: oggi è iniqua perché calcolata sulla metratura, non sui rifiuti prodotti. Serve sostenere la comunicazione e la rete dei piccoli e grandi teatri, favorendo la diversificazione dell'offerta. 3 Il Valle è stato liberato grazie alle nostre denunce e avrà una direzione tramite bando: sarà programmato in armonia con l'Argentina, che tornerà a essere il Teatro nazionale, e col Teatro India, ospitando la nuova drammaturgia e una scuola per la Commedia dell'Arte. Va ridefinita l'identità della Festa del Cinema come rassegna internazionale del cinema italiano. Voglio far rinascere l'Estate romana, tutelando manifestazioni storiche e assegnando i luoghi per più anni, per attirare fondi privati.
Corriere della Sera
25 Maggio 2016
Roma. I candidati sindaco e la sfida della cultura
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