CITTÀ metropolitana, operazione "gioielli di famiglia bis". Dopo l'asta deserta del 2015 l'ente che ha mandato in soffitta la vecchia Provincia assumendone in verità più i residui oneri che gli antichi onori ci riprova con due fra i palazzi più prestigiosi del suo patrimonio: la sede della Questura tra via Zara e via San Gallo e la caserma dei vigili del fuoco di via Giuseppe La Farina finiscono di nuovo in vendita. E stavolta, come prevede la legge, a prezzi ribassati del 20 visto che il primo tentativo di alienazione dei mesi scorsi con procedura pubblica è andato a vuoto: 22,8 milioni per prendersi la Questura, 5 in meno rispetto all'altra asta, 6,2 per la sede dei pompieri, contro i 7,5 dell'altra volta. E negli uffici della Metrocittà incrociano le dita: con il patto di stabilità appena sforato il rischio di una multa da 21 milioni di euro incombe sulle casse di Palazzo Medici Riccardi e un affare del genere potrebbe rimettere la barca in pari. O quasi. Speranze di uscire dal guado affidate al settore immobiliare ormai, per l'ente guidato da Dario Nardella nella veste di sindaco metropolitano. E in particolare a due fra gli immobili di più grosse dimensioni dell'ex Provincia: la caserma dei vigili del fuoco di via La Farina, 21 mila metri quadrati, un immobile costruito intorno agli anni '40 per cui attualmente il ministero dell'Interno corrisponde un canone di locazione pari a 131 mila euro; il complesso immobiliare che ospita la Questura, l'antico ospedale Bonifacio, del 1600, circa 62 mila metri quadrati con importanti evidenze artistiche tra cui una cappella affrescata nel 1619 dal pittore Fabrizio Boschi. L'immobile, sottoposto a tutela e assogettato a prescrizioni per l'eventuale recupero che dovranno essere dettate dal Ministero dei beni culturali, è locato al ministero dell'Interno ma il contratto è scaduto. Nel primo caso la base d'asta è di poco più di 6 milioni di euro, nel secondo si sfiorano i 23 milioni. Cosa prevedono le carte urbanistiche per i due immobili? Chi si facesse avanti cosa potrebbe realizzarci? Entrambi i palazzi sono destinati a "servizi collettivi": scuole, università, rsa, studentati, luoghi con funzione culturale, uffici con caratteristiche pubbliche. Parrebbe esclusa la possibilità di farci un albergo, complicato anche un recupero a fini residenziali. Salvo colpi di scena è comunque molto probabile che se anche la compravendita riuscisse e saltasse fuori un acquirente, chiunque fosse proseguirebbe l'affitto alla Questura. Andrà in porto stavolta l'affare per la Metrocittà? All'asta precedente non si era presentato nessuno ma l'Agenzia del Demanio, con cui ci sono state e ci sono ancora trattative, aveva presentato nei mesi scorsi un'offerta ben più bassa degli auspici della Città metropolitana. Che sia questa la volta buona? L'apertura delle buste in seduta pubblica si terrà il prossimo 16 giugno, le offerte dovranno pervenire entro le ore 12 del 15. Ma non è l'ultima spiaggia, avvertono già dall'ente: «Se non si presentasse nessuno anche stavolta, si potrebbe procedere al negoziato privato a trattativa diretta con un eventuale soggetto interessato». Opzione che renderebbe la vendita più probabile, ma chiaramente abbasserebbe ancora di più il prezzo degli immobili: il 30 in meno della base d'asta iniziale, prevede la legge. Quindi almeno altri 3 milioni di "sconto" per la Questura e 700 mila euro per la caserma dei pompieri. Oltre ai due palazzi la Metrocittà vende anche un terreno a Sesto Fiorentino e una ex casa cantoniera a Dicomano.