DUE interrogazioni, una in Regione e una in Parlamento, e tante polemiche. Con una delibera del 14 marzo la Regione ha affidato a un'associazione che si chiama "Il Faro d'Ippocrate", presieduta da un medico degli Incurabili, Gennaro Rispoli, la gestione dei beni «culturali e del patrimonio storico-sanitario» delle Asl di Napoli. Rispoli ha fondato un museo delle arti sanitarie diventato con la giunta Caldoro nel 2011 di interesse regionale, e con i suoi volontari consente la fruizione della storica Farmacia degli Incurabili. Dopo la pubblicazione della delibera, il 22 aprile il commissario straordinario dell'Asl, Renato Pizzuti, dispone il trasferimento dei dipendenti del Polo archivistico dell'ex manicomio Bianchi di Capodichino. Con una successiva delibera di maggio dello stesso commissario, i beni archivistici del manicomio, chiuso 38 anni fa, vengono affidati a una struttura Asl di cui è responsabile lo stesso Rispoli : 60 mila cartelle cliniche, la storia dei pazienti dell'ospedale psichiatrico. L'archivio ad oggi è chiuso. A dicembre 2015 era stata siglata una convenzione tra l'Università Suor Orsola e il Polo archivistico sanitario, che aveva avviato un progetto di ricerca e valorizzazione proprio di quelle cartelle cliniche. Il primo momento del progetto è stato un'iniziativa nazionale alla quale hanno partecipato la Fondazione Basaglia e il ministero dei beni e delle attività culturali, ministero che per la valorizzazione degli archivi manicomiali ha in corso il progetto "Carte da legare" e che, saputo della delibera, ha avviato un'istruttoria. Il 6 maggio il consigliere regionale M5S Vincenzo Viglione deposita in Regione un'interrogazione al presidente De Luca e al commissario ad acta per la sanità Polimeni: «All'associazione Faro di Ippocrate - dice Viglione - De Luca affida le attività di conoscenza, promozione, mappatura, inventariazione, catalogazione e valorizzazione di tutto il patrimonio delle Asl napoletane, prevedendone la conservazione presso gli Incurabili e dando vita di fatto alla gestione privatistica di un bene pubblico che è patrimonio non della Regione, ma dell'Asl. Un'operazione che non ha visto neppure coinvolte le soprintendenze e i ministeri competenti ». Il 17 maggio il senatore di SInistra italiana Giuseppe De Cristofaro presenta un'interrogazione parlamentare: «La delibera con cui la giunta regionale affida, senza alcuna evidenza pubblica, la gestione dell'intero patrimonio storico-culturale delle Asl a un'associazione privata è contraria a ogni previsione normativa». De Cristofaro, riferendosi al passaggio della delibera nel quale si legge che "l'indicata attività sarà svolta a titolo gratuito, salvo l'accesso ai contributi pubblici", esprime preoccupazione: «Non vorremmo che il vero obiettivo non sia tanto la tutela e la valorizzazione dei beni, quanto la possibilità di far accedere, senza bandi, enti privati a finanziamenti e sovvenzioni pubbliche». (stella cervasio)