PROVÒ a entrare alla Scuola Normale da studente, superò gli scritti, ma agli orali inciampò su Fisica e così non fu ammesso. Vincenzo Barone, classe 1952, dopo una laurea con lode in chimica, il perfezionamento tra Berkeley, Parigi, Grenoble e Montreal, 20 anni di insegnamento alla Federico II di Napoli, 600 pubblicazioni e 27 mila citazioni, si prepara a tornare alla Normale. Questa volta per dirigerla. È lui l'unico candidato alla successione di Fabio Beltram. Le elezioni sono previste per il 13 giugno. Professore, quali sono le priorità strategiche per la Scuola? «Il modello distintivo della Normale è mettere insieme formazione universitaria, post universitaria e ricerca di alto livello. Una mossa sarà ampliare l'offerta fiorentina, che per il momento può contare solo su una scuola di dottorato. L'idea è avviare una laurea magistrale in Scienze politiche, ma politics intesa all'anglosassone, che comprenda filosofia politica, storia contemporanea comparata, diritto internazionale. Conosco il rettore dell'Università di Firenze Luigi Dei che, per una strana congiunzione astrale, è un chimico proprio come me. Penso inoltre a qualcosa di regionale, guardando anche a Siena. Nella nostra Scuola soffriamo una mancanza storica nel campo della Farmacia, mentre l'ateneo senese è molto forte. C'è poi la volontà di interagire e collaborare con la Scuola Sant'Anna». Quindi vorrebbe una super Normale che metta qualcosa di sé un po' ovunque? «Penso a un rapporto virtuoso con le altre università e vorrei che gli altri ci percepissero come un plus, non come qualcuno che va a toglier loro qualcosa. Si è parlato dello Human Technopole, il super centro di ricerca che riceverà 150 milioni di euro l'anno per dieci anni, ma vorrei dire al governo che una volta che le università sono valutate di alto livello, almeno avessero la stessa flessibilità e l'allentamento di un certo numero di regole. Con le mani legate non possiamo crescere: abbiamo l'impossibilità di pagare gli stipendi che vogliamo oppure offrire la costruzione di una start up a un professore, pur potendocelo permettere». Quali sono le prime cose che farà se sarà eletto? «Definire la squadra di governo della Scuola. Ai delegati vorrei affiancare una piccola commissione nella quale partecipino ricercatori, post doc e personale tecnico così da dare un segno tangibile di collaborazione. Poi stabilire un programma per l'assunzione di docenti: sì a figure eminenti di alto profilo com'è tradizione della Scuola, ma avanti anche a giovani ricercatori e professori ordinari che abbiano davanti 20 anni di carriera. Abbiamo avuto tante star autoreferenziali, ora serve altro. Terza cosa investire nella comunicazione facendo capire bene cosa può fare la Normale per il territorio». Si sta parlando del progetto di un Ponte sull'Arno a Pisa per la ricerca sulle origini del cosmo: cosa ne pensa? «È un'idea affascinante, la Scuola ha dimostrato interesse ma la realizzazione costa molto e richiede il coinvolgimento di tante forze. Non so se ci riusciremo, ma intanto ho in mente un altro progetto. Recuperare la chiesa sconsacrata che è a San Silvestro e che è di proprietà della Soprintendenza, e trasformarla in un museolaboratorio. Lungo le navate sarebbero esposte le opere d'arte del museo di San Matteo, in alto, dove sono i matronei una serie di laboratori grafici e di informatica. E al centro una sala virtuale in cui i visitatori possono interagire con gli oggetti».
"Io candidato unico alla Normale penso a un patto con Firenze"
Vincenzo Barone, professore di chimica, è candidato alla direzione della Scuola Normale di Firenze. Ha 600 pubblicazioni e 27 mila citazioni. Le sue priorità strategiche sono ampliare l'offerta di lauree, creare una laurea magistrale in Scienze politiche e interagire con altre università. Vorrebbe una super Normale che metta qualcosa di sé in tutta Italia. Ha anche parlato di un rapporto virtuoso con le altre università e di una maggiore flessibilità per le università. Se eletto, definirà la squadra di governo, stabilirà un programma per l'assunzione di docenti e investirà nella comunicazione.
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