Sono rimasta colpita, in senso positivo, nell'apprendere come i parchi naturali siano diventati a tutti gli effetti un volano per il nostro turismo. Da sempre frequento queste aree protette e devo dire che in passato i giudizi erano alquanto negativi, per non dire di totale chiusura, in molti casi una chiusura preconcetta. Molte persone vedevano nei parchi delle zone troppo vincolanti per il territorio che così, secondo loro, non poteva svilupparsi al meglio. Quindi aver letto di simile cambio di rotta mi ha piacevolmente sorpreso e aperto il cuore. Una dimostrazione che prima di alzare barricate bisogna osservare. C'è da dire poi che è cambiata anche la mentalità di chi prima protestava. Hanno potuto vedere con i propri occhi il diffondersi di un altro tipo di turismo che non è alternativo a quello classico dello sci, piuttosto integrante. Un'offerta in più, insomma. Anche economicamente vantaggiosa. Colgo l'occasione di questa lettera per chiedere informazioni in merito alla ricerca da cui il Corriere del Trentino ha preso spunto per l'approfondimento giornalistico. Magari i risultati sono scaricabili da qualche sito internet. Spero che mi vogliate aiutare a reperire le necessarie informazioni che vorrei approfondire. Serena Celva Gentile signora Celva, parto dal fondo della sua lettera per dirle che i risultati dell'indagine dal titolo «Aree tutelate e turismo natura in Trentino» si possono trovare nel sito della Provincia di Trento. Entrando nel merito della ricerca, non c'è dubbio che il clima attorno alle aree protette sia cambiato e in maniera radicale. Ricordo solo quando Walter Micheli a cui il Trentino deve molto, se non tutto, in termini ambientali all'indomani della tragedia di Stava mise mano al Piano urbanistico. Lo accusarono di ingessare il territorio, di bloccare lo sviluppo, di affossare il turismo. A trent'anni di distanza possiamo dire che invece aveva scritto un Piano con una visione strategica all'avanguardia. Del fango tragico di Stava aveva fatto materia di progresso normativo e ideale all'insegna del senso del limite. Fa quindi piacere leggere che i parchi, oggi, rappresentano una sorta di attrazione per i turisti e che non sono dei vincoli alla crescita o peggio, una palla al piede. Rappresentano un tassello fondamentale per completare l'offerta riservata alla vacanza. C'era e c'è un Trentino dello sci; ma adesso esiste, con pieno diritto, anche un Trentino dei parchi. Importante che lo abbiano capito operatori e residenti. Luca Marossini