Lombardo apre il confronto in commissione: analisi sul rapporto tra città e fiume TRENTO. «È difficile non essere d'accordo con personaggi così illustri del mondo dell'architettura come Mario Botta». Emanuele Lombardo lo ammette subito: di fronte alla riflessione del «padre» del Mart di Rovereto sul Piano regolatore generale (Corriere del Trentino di venerdì), il presidente della commissione urbanistica preferisce alzare le mani. «Il Prg è stata l'analisi dell'archistar ticinese è uno strumento obsoleto, vecchio di cinquant'anni, non regola più niente. Occorre ripartire dai progetti reali, dalle domande concrete e cogliere l'occasione per sistemare anche le parti di città attorno». Parole nette, che però hanno trovato la condivisione da parte dei vertici di Palazzo Thun e dell'ordine degli architetti. «Vanno superate le rigidità dell'attuale pianificazione» ha ammesso il vicesindaco Paolo Biasioli, che ha tracciato i confini del nuovo Prg cittadino: «Cercheremo di distinguere fra zone più definite e altre flessibili. Mi riferisco ad aree in evoluzione quali ex Italcementi, Trento nord, distretto militare». «La pianificazione deve superare le rigidità. Penso a un Prg diviso in due anime, una strutturale di lungo periodo e l'altra orientata sui progetti» ha sottolineato la presidente degli architetti Susanna Serafini. E così il vice Alessandro Franceschini, che ha prospettato «forme più flessibili, basate su step temporali di avanzamento». «Tutte riflessioni interessanti» assicura Lombardo, che ci tiene però a rimettere al centro del dibattito un punto chiave: «Capisco che lo strumento del Prg possa essere giudicato obsoleto, ma ricordo che attualmente rimane un obbligo di legge. E quindi non è possibile farne a meno». Tenendo conto di un aspetto altrettanto fermo: «Visti i principi della riforma urbanistica provinciale, è difficile pensare che questo Prg interverrà su aree non destinate già da ora all'edificazione. In questo senso, sarà importante avere l'occhio vigile sulla riqualificazione di alcune zone e di alcuni edifici». Il presidente della commissione urbanistica va oltre: «Il Piano regolatore generale tratteggia una visione della città a lungo termine, che interviene per i prossimi 15-20 anni. Ed è vero che proprio questa caratteristica, a volte, ha reso lo strumento rigido rispetto alle trasformazioni urbane e sociali. Si tratterà quindi di affiancare agli indirizzi di lungo termine anche una componente di flessibilità». A patto che questa non diventi un punto di debolezza: «Mi auguro che la flessibilità non generi confusione». Posizioni, queste, che Lombardo ripeterà nelle prossime sedute della commissione, che vedranno alternarsi al tavolo dell'organismo consiliare professionisti, parti sociali e categorie proprio per affrontare i nodi della pianificazione cittadina. Un percorso che il presidente inizierà mercoledì prossimo analizzando una delle questioni più dibattute: il rapporto tra il capoluogo e il suo fiume. «Spesso spiega il presidente si parla di uno scarso collegamento tra l'Adige e la città». Per avere una lettura tecnica dell'argomento, Lombardo ha «convocato» il dirigente del Servizio bacini montani della Provincia Roberto Coali. Non solo: la commissione ragionerà anche sul progetto anche questo annoso di parcheggio in piazza Venezia e via dei Ventuno, con una relazione del dirigente comunale Bruno Delaiti. «Attendiamo quindi le linee di indirizzo della giunta conclude Lombardo e speriamo, in quell'occasione, di avere anche la composizione dell'équipe di lavoro».
Trentino. Piano regolatore, strumento obsoleto. Ma rimane comunque un obbligo
Il presidente della commissione urbanistica, Emanuele Lombardo, ha aperto un dibattito sulla pianificazione cittadina, sottolineando che il Piano regolatore generale (Prg) è un obbligo di legge e non può essere sostituito. Ha anche affermato che il Prg è un strumento obsoleto e che occorre ripartire dai progetti reali e dalle domande concrete. Lombardo ha anche sottolineato l'importanza di distinguere tra zone più definite e altre flessibili, come le aree in evoluzione come ex Italcementi e Trento nord. La commissione ha anche discusso sulla riqualificazione di alcune zone e di alcuni edifici, e sulla necessità di avere un'occhio vigile sulla pianificazione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo