La bozza di contratto tra Italiana Costruzioni e Comune: interventi in due fasi e concessione per 50 anni VERONA. Due anni di lavoro. Per essere più precisi, 720 giorni. Questo il tempo previsto per la ristrutturazione completa dell'Arsenale da parte di Italiana Costruzioni. Mentre si attende un nuovo incontro col sindaco Flavio Tosi (forse già domani) emergono alcuni dettagli sulla bozza di contratto di concessione preparata dai tecnici dell'impresa, affiancati da quelli di Na.Gest. Global Service, la Navarra Gestioni la società del gruppo specializzata appunto nella gestione di queste grandi operazioni. Un punto-chiave del contratto riguarda proprio la durata complessiva dei lavori, che viene fissata in 720 giorni (due anni meno 10 giorni) dalla data di consegna delle aree interessate. Se venissero mantenuti i tempi di cui aveva parlato il presidente di Italiana Costruzioni Attilio Navarra (gara pubblica in settembre, aggiudicazione a fine anno, inizio lavori estate anno prossimo) il «nuovo Arsenale» dovrebbe essere quindi completato entro l'estate del 2019. Altra novità di rilievo, la decisione di eseguire i lavori in due fasi. La prima vedrà presumibilmente (i dettagli saranno inseriti nel piano finanziario e nei progetti veri e propri, tuttora in preparazione) il restauro della palazzina Comando e della corte centrale, mentre la seconda vedrà il recupero del resto del grande compendio. Con un dubbio che resta sospeso nell'aria, visto che Italiana Costruzioni si ritiene vincolata a realizzare la «fase 2» solo se saranno verificati gli indicatori di equilibrio del piano finanziario. Quanto durerà poi la concessione dell'area? Nella bozza preparata dall'impresa si dice esplicitamente che il contratto avrà una durata di 50 anni. Ma questo sarà uno dei punti sui quali si svolgerà la gara pubblica, nella quale il progetto di Italiana Costruzioni dovrà confrontarsi con eventuali proposte di altre imprese. E nel corso di quella gara, a palazzo Barbieri si spera di poter scendere ad una durata di dieci anni di meno, fermandosi a 40. Per tutto il periodo della concessione, in ogni caso, Italiana Costruzioni avrà il diritto di gestire e sfruttare economicamente tutte le opere realizzate (ragion per cui, ogni richiesta da parte del Comune di avere per sé spazi ulteriori a quelli già concordati, richiederà di dare qualcosa in cambio ai gestori). Secondo il contratto, infatti, la gestione del futuro Arsenale da parte di Italiana Costruzioni comprende, oltre che gli immobili, anche tutte le aree pubbliche o aperte al pubblico. La manutenzione sarà peraltro completamente a carico dell'impresa. Dal punto di vista economico, viene confermato che il Comune metterà a disposizione 12 milioni di euro. Il contratto prevede inoltre che l'impresa paghi al Comune un affitto annuo di 30mila euro (indicizzati) più l'uno per cento dei ricavi derivanti dalle attività private. Il Comune avrà peraltro il diritto di usare gratuitamente, per un mese all'anno, una parte delle opere (l'ala est del piano terra e del primo piano della palazzina comando, alcune aree verdi, esclusa quella coperta dalla grande struttura in vetro e gli edifici 23 e 24 della Corte est). Le attività comunali, in quel mese, non dovranno comunque essere in concorrenza con quelle gestite dall'impresa. Come dicevamo, il contratto è «in bozza», ma potrebbe essere siglato già nelle prossime ore, dopo un nuovo incontro tra il sindaco Tosi e Italia Costruzioni. Sulla base delle indiscrezioni emerse, le opposizioni sono giàcol fucile puntato. In particolare, il capogruppo del Pd, Michele Bertucco, sottolinea che «non esiste nessuna garanzia che, terminata la prima fase dei lavori, l'impresa passi anche alla seconda. Anzi: c'è il rischio che si completino solo la palazzina comando e la corte centrale, da affidare ai privati, lasciando il resto ad un ulteriore degrado. E rimane il problema di chi sceglie cosa fare in vaste zone del compendio, visto che al Comune viene proibito di svolgere qualsiasi attività che sia in concorrenza con le attività scelte dall'Impresa. Insomma conclude Bertucco molte cose restano ancora da chiarire, e sarebbe bene farlo rapidamente e con la massima trasparenza possibile».