Dai curatori del padiglione Italia al progetto speciale su Porto Marghera, la città protagonista dell'edizione. Tremila accreditati in laguna da mercoledì. Venerdì arriva Franceschini VENEZIA. Mai la Biennale di Architettura è stata così veneziana nelle sue 15 edizioni. Quella che si apre i prossimi giorni cerca di tirar fuori il meglio dalla città e portarlo su un palcoscenico internazionale. Dopo le vernici del 26 e il 27 maggio (cui si sono accreditati già 3 mila tra giornalisti, operatori e appassionati), il pubblico potrà rendersene conto fin dal primo giorno di apertura, sabato 28. Ma fin da mercoledì, giornata di assaggio per la stampa, si accavallano i primi eventi pubblici, ufficiali, collaterali e off. A cominciare dalla tavolata in campo Marte alle Zitelle che a mezzogiorno inaugura il Padiglione del Portogallo nelle case popolari di Alvaro Siza. D'altra parte, che l'attenzione su Venezia avesse preso centralità lo aveva preannunciato anche la decisione di Renzo Piano di focalizzare il lavoro nazionale del suo Progetto sulle periferie proprio qui, in particolare a Marghera, affidandone la regia a Raul Pantaleo. Non un veneziano qualunque, ma un socio di TAMassociati (con Simone Sfriso e Massimo Lepore) cui il ministero dei beni culturali ha affidato il Padiglione Italia, che il ministro Dario Franceschini inaugurerà venerdì prossimo. Il trio veneziano si fatto un nome per le architetture sociali e le cliniche di Emergency in giro per il mondo e porterà questa sensibilità attraverso 20 progetti firmati da studi italiani e 5 «dispositivi mobili» da realizzare lanciando un crowdfunding proprio in occasione della Biennale. I TAMassociati hanno colpito anche il curatore della Biennale, Alejandro Aravena, che li ha invitati nel suo progetto espositivo assieme ad altri 87 architetti da tutto il mondo. Tra loro, anche un altro veneziano, Renato Rizzi, raffinato teorico dell'architettura, e docente allo Iuav e il duo Cappai e Segantini, trevigiano d'origine ma veneziano di adozione e di terreno di lavoro (firmano tra l'altro il rifacimento del famoso «buco» di fronte al Palazzo del cinema del Lido). Una Biennale così attenta ai temi sociali, non poteva che scommettere anche su un alto tasso ecologico. Così il Padiglione Italia ha riutilizzato il legno di Casa Irlanda all'Expo 2015. Allo stesso modo entrambe le sale d'ingresso al Padiglione Centrale dei Giardini e alle Corderie dell'Arsenale sono state costruite grazie alle 100 tonnellate di materiale di scarto ottenuto con lo smantellamento delle installazioni presenti nella scorsa Biennale d'Arte, qualcosa come 10 mila metri quadrati di cartongesso e 14 km di profili di metallo. Se la sostenibilità è centrale, sarà da dare un occhio alla Serra dei Giardini, dove 7 architetti svedesi costruiranno una «foresta» di legno, presentando la stessa città lagunare come un modello, costruita com'è su 10 milioni di alberi. Riutilizzo, riconversione, riappropriazione: qui tornano le periferie, in particolare quelle industriali. Inevitabile il focus su Porto Marghera, che andrà in scena al Padiglione Venezia dove troveremo gli scatti fotografici sull'area realizzati da 10 fotografi e 8 architetti che mai vi hanno messo piede, quasi uno sguardo volutamente esterno. Ma è la stessa Biennale che ha voluto accendere le luci direttamente sulla nostra periferia industriale, grazie a uno dei suoi tre progetti speciali: «Reporting From Marghera» farà infatti una panoramica fotografica (sotto la guida del veneziano Stefano Recalcati, nell'edificio 36 di Forte Marghera) sui progetti di trasformazione dei waterfront di diverse città, da Rotterdam a Bilbao a Baltimora.
Architettura, la Biennale più veneziana
Riassunto in 200 parole:
La Biennale di Architettura si apre i prossimi giorni a Venezia, con un focus sulla città e sulle sue periferie. Il progetto speciale su Porto Marghera, una delle periferie industriali della città, sarà inaugurato venerdì con la presenza del ministro Dario Franceschini. Il progetto, curato dai TAMassociati, porterà in scena 20 progetti firmati da studi italiani e 5 dispositivi mobili da realizzare attraverso un crowdfunding. La Biennale ha deciso di sostenere l'ecologia, riutilizzando materiali di scarto e costruendo sale d'ingresso con materiale proveniente dallo smantellamento delle installazioni della scorsa Biennale d'Arte.
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Bene culturale
Luogo