Breve elenco delle soprintendenze che affollano il panorama della tutela a Roma. Sovrintendenza capitolina ai Beni culturali della città. Segretariato regionale del ministero per le attività culturali e del turismo del Lazio. Direzione del Polo museale del Lazio. Soprintendenza archeologica del Lazio e dell'Etruria meridionale. Soprintendenza archivistica del Lazio. Soprintendenza speciale archeologica di Roma. Soprintendenza belle arti e paesaggio del Comune di Roma (statale, quindi cosa diversa da quella Capitolina). Soprintendenza belle arti e paesaggio per le province di Roma, Frosinone, Latina, Viterbo e Rieti. Soprintendenza archivistica del Lazio. Molte direzioni di musei tra i più importanti del mondo (Galleria Borghese, Galleria nazionale di Arte antica, Galleria nazionale di Arte moderna). E fermiamoci qui, ne abbiamo abbastanza. Possibile che nessuno di lor signori, travalicando gli ostacoli frapposti dalla gelosia (e miopia) della competenze, abbia avvertito l'elementare bisogno di sottrarre l'edicola storica di via di Panico all'offesa che continua a sfregiarla? Ieri, dopo la Madonna con le sembianze di Madonna Ciccone seguita dalla Mater Dolorosa dell'artista Eros Renzetti (col gallerista Vincenzo Mazzarella nelle vesti della Madonna) l'antico spazio ex sacro è occupato dalla pubblicità di un concerto rock. Persino i più laici e miscredenti abitanti del quartiere si sono ribellati. Lì, per più di un secolo, i romani hanno pregato davanti a una tavola del 1869 che ritraeva la Madonna, il Bambino e san Filippo Neri (con tanto di cassetta delle elemosine, doverosamente scassinata tempo fa). Nel 2006 la tela venne rubata e da allora quello spazio è vuoto, a disposizione di chiunque voglia divertirsi, monumento al «nonmicompetismo». Domanda: è mai possibile che non uno dei Lor Signori testè elencati (e retribuiti da noi contribuenti) abbia sentito l'elementare bisogno di rammentarsi degli obblighi derivanti dall'articolo 9 della Costituzione, che obbliga la Repubblica alla tutela del Patrimonio e del Paesaggio? Qui, lo ripetiamo per sfinimento, non si tratta di «competenze» ma di banale amore per Roma e per la sua storia. Telefonatevi tra voi, cercate nei depositi una delle centinaia di opere destinate alla polvere e restituite dignità a quel posto. Fatelo (laicamente) per san Filippo Neri, di cui continuano le celebrazioni per il cinquecentesimo anniversario della nascita. Anche la sua proverbiale pazienza ha un limite, così come la credibilità e la dignità di chi occupa certi altisonanti incarichi.
Roma, via di Panico. L'edicola sacra. Non mi compete senza dignità
A Roma, diverse soprintendenze competono per la tutela dei beni culturali e del patrimonio. Tra queste, la Sovrintendenza capitolina ai Beni culturali, il Segretariato regionale del ministero per le attività culturali e del turismo del Lazio, la Direzione del Polo museale del Lazio e altre. Tuttavia, un caso specifico ha sollevato preoccupazioni: l'edicola storica di via di Panico, che ospitava una tavola del 1869 ritraente la Madonna, è stata occupata dalla pubblicità di un concerto rock. I residenti del quartiere si sono ribellati, e molti chiedono di restituire il luogo alla sua destinazione originale.
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