Definizione della figura professionale dell'archeologo, la Riforma Franceschini del MiBACT, il nuovo Codice degli Appalti e il mini Jobs Act delle Partite IVA. Sono i temi del secondo congresso della Confederazione Italiana Archeologi, che si è svolto ieri a Palazzo Massimo. Definizione (finalmente!) della figura professionale dell'archeologo. Ma più in generale si è discusso delle recenti riforme che riguardano il lavoro degli archeologi: la Riforma Franceschini del MiBACT, il nuovo Codice degli Appalti e l'Archeologia Preventiva, e il mini Jobs Act delle Partite IVA. E inoltre il volontariato in archeologia e i rapporti con le guide turistiche. Sono i temi del secondo congresso della Confederazione Italiana Archeologi, che si è svolto ieri a Palazzo Massimo a 12 anni di distanza dalla fondazione. Al Congresso hanno partecipato tra gli altri Rita Paris, Direttrice del Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo, Giuliano Volpe, Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, i rappresentanti delle imprese di settore, Emiliana Alessandrucci, Presidente del CoLAP e Cristian Perniciano, Presidente della Consulta delle Professioni. Resta centrale la problematica della definizione della figura professionale dell'archeologo: esiste una legge a firma Madia, Ghizzoni, Orfini (legge 1102014) ancora in attesa dei decreti attuativi; è stata inviata alla Direzione Generale Educazione e Ricerca del MiBACT la definizione proposta dall'associazione. La Confederazione presenterà nei prossimi giorni la propria domanda di riconoscimento al Ministero dello Sviluppo Economico, al fine di essere inserita tra le associazioni che regolano le professioni che non hanno albo, come stabilito dalla legge 42013. A fine giornata è stato rinnovato il Direttivo Nazionale dell'associazione con l'elezione di 25 nuovi membri che si riuniranno nei prossimi giorni per eleggere il nuovo Presidente.