Il direttore dell'Adamello Brenta Zoanetti: la stagione dei cartelli e delle proteste è finita TRENTO. Tra le valli di Non, di Sole e Giudicarie se n'erano accorti già da qualche anno. «Il parco può ricoprire un ruolo importante sia in termini di marchio territoriale che come completamento o in aggiunta a offerte turistiche specifiche» afferma il direttore del Parco Adamello Brenta Roberto Zoanetti. Ciò, tuttavia, «richiede coerenza nella gestione dell'ambiente e nelle attività che si propongono». Non a caso «tutte a numero chiuso e dedicate in particolare alle famiglie», le principali frequentatrici del parco secondo l'indagine «Aree tutelate e turismo natura in Trentino» (Corriere del Trentino di martedì). Un documento che rileva la diminuzione del numero dei residenti che vede l'area protetta come un freno allo sviluppo turistico. Insomma, «le stagioni dei cartelli e delle grandi proteste forse sono finite». Un risultato non casuale. «È frutto del lavoro quotidiano sottolinea Zoanetti e dell'impegno nel mostrare alle persone con cui si viene in contatto che il parco riesce a coniugare conservazione e sviluppo». La percentuale di residenti che considera il territorio protetto un ostacolo al turismo è diminuita, rispetto all'indagine precedente, di almeno sei punti «e questo ci conforta» ammette il direttore, che ricorda l'importanza fondamentale «del lavoro condotto sull'onda di alcune certificazioni, come la Carta europea del turismo sostenibile, e dei processi di ascolto e partecipazione». Dall'indagine, inoltre, emerge che a frequentare il parco sono per lo più famiglie ed è proprio a questo target che l'ente intende puntare: «Abbiamo il marchio "Family in Trentino" evidenzia il direttore e sviluppiamo tutte le nostre proposte in modo tale che ogni componente della famiglia possa trovare qualcosa di suo interesse». Consapevoli, comunque, che «l'appeal dei bambini gioca un ruolo fondamentale nella scelta della destinazione turistica». E che «è su di loro che si deve investire per favorire la crescita di una coscienza ambientale». Ecco allora le attività escursionistiche, con focus sugli elementi botanici o geologici e i laboratori più semplici, con i trekking con gli animali o l'attività casearia. Famiglie a parte, tuttavia, «esistono degli studi che testimoniano la tendenza di chi frequenta un parco naturale a visitarne anche un altro osserva Zoanetti e circa il 10 dei nostri turisti fa parte di questo pubblico». Da qui la necessità di «coerenza nella gestione ambientale e nelle attività che si propongono».E se è vero che quello delle risorse è un tema trasversale per Zoanetti «potrà essere affrontato solo se si riconosce diffusamente alle aree protette il ruolo di conservazione ambientale e di contributo allo sviluppo turistico».