Castelvecchio, l'ex direttrice: «Vado a controllare i quadri saccheggiati dal museo» VERONA. «Le valigie sono fatte, aspetto solo l'ultimo via libera che ci devono comunicare da Kiev». Si dice «pronta a partire da un momento all'altro per l'Ucraina», la dottoressa Paola Marini. È la stessa direttrice delle Gallerie dell'Accademia di Venezia ed ex direttrice del museo di Castelvecchio a darne conferma: «Andrò ad accertare lo stato dei dipinti ritrovati dalle polizia ucraina». Un incarico che svolgerà su mandato della procura: «Per me è un onore». VERONA. Si dice «pronta a partire da un momento all'altro per l'Ucraina», la dottoressa Paola Marini. «Le valigie sono fatte, aspetto solo l'ultimo via libera che ci devono comunicare da Kiev». È la stessa direttrice delle Gallerie dell'Accademia di Venezia ed ex direttrice del museo di Castelvecchio a darne conferma: «Andrò ad accertare lo stato dei dipinti ritrovati dalle polizia ucraina». Come sta vivendo queste ore, dottoressa Marini? «Certo che il destino può riservare coincidenze incredibili: esattamente sei mesi fa, ero nella disperazione perché ci avevano appena depredato il museo di Castelvecchio di 17 capolavori, oggi sono in preda all'emozione e all'entusiasmo perché sto per andare in Ucraina a verificare in quale stato di conservazione si trovino quegli stessi quadri che in tanti non ritenevano possibile recuperare e che invece stanno per essere restituiti ai veronesi...». Ma quand'è prevista esattamente la sua partenza? «Mi hanno detto di tenermi pronta a partire, sono in costante contatto con il pubblico ministero Gennaro Ottaviano e, stando alle ultime notizie che mi hanno comunicato, la trasferta sarebbe imminente. Potrebbe essere domani (oggi, ndr ) o all'inizio della prossima settimana... ». Chi è che dare accordare il via libera alla partenza? «Stiamo aspettando con la procura di Verona che da Kiev ci venga dato il nullaosta: la mia visita in Ucraina non durerà alcune ore, ma potrebbe protrarsi anche per diversi giorni. A Kiev stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli, ci hanno fatto sapere che ad accogliere la sottoscritta ci sarà la delegazione di esperti d'arte che, dopo il ritrovamento dei dipinti, ne aveva confermato l'autenticità». Ma perché la sua permanenza in Ucraina potrebbe dilatarsi ad alcuni giorni? «Perché, a quanto ci è stato comunicato da Kiev, in Ucraina vorrebbero che l'evento della riconsegna dei quadri all'Italia avvenisse in grande stile: non parlo solo di una conferenza stampa in presenza delle autorità, ma anche di momenti d'incontro e di confronto tra esperti d'arte dei due Paesi. Tanto è vero che non partirò con le mani vuote...». A cosa si riferisce? «Al fatto che, insieme a me, porterò a Kiev anche una cospicua documentazione di carattere storico-artistico: in parte si tratta di cataloghi relativi alla storia e al valore del museo di Castelvecchio, in parte di tutte le informazioni a nostra disposizione riguardanti ciascuna delle 17 opere che ci erano state sottratte quella maledetta sera del 19 novembre e che gli ucraini sono riusciti a recuperare». Ma, concretamente, in cosa consisterà la sua «missione» in Ucraina? «Dovrò valutare per conto della procura della Repubblica di Verona in quali condizioni versino in questo momento i 17 quadri saccheggiati di Castelvecchio. Il primo atto, ovviamente, risulterà quello di confermarne l'autenticità, anche se su tale circostanza pare non sussistano dubbi». Dopodiché? «Una volta "convalidata" l'originalità di ciascun dipinto,ne dovrò ulteriormente accertare lo stato di conservazione: appurando se, nelle fasi del trasporto e dell'occultamento, abbiano riportato conseguenze. La speranza e l'auspicio, logicamente, è che si trovino esattamente nello stesso stato in cui ce li hanno portati via da Verona sei mesi fa...». Quello che deve portare a termine, dunque, è una sorta di incarico ufficiale? «È un compito di estrema responsabilità: ne sono onorata e ne vado anche orgogliosa sia da un punto di vista professionale, visto che si tratta comunque di un'occasione unica, sia da un punto di vista personale, perché per me significa risanare definitivamente la ferita che mi si era aperta sei mesi fa con quella maledetta rapina messa a segno nel museo a cui avevo dedicato la mia vita per 22 anni». Buon viaggio, allora. «Appena mi dicono che è tutto pronto, io parto: per me, in questo momento, Castelvecchio ha la priorità su tutto il resto».